Al Franchi, nella sera del 3-0 al Pisa che vale gli ottavi di Coppa Italia, il migliore in campo non ha segnato e non ha fatto assist. Ha fatto di più: ha dettato il tempo.
Christ Inao Oulaï, vent’anni, dieci giorni dopo l’infortunio col Torino, ha giocato 90 minuti da vertice basso con una prova che è solo un assaggio delle sue capacità.
I numeri raccontano una partita quasi perfetta con la palla. Cento tocchi, più di chiunque altro in campo. Ottantasei passaggi tentati, ottantacinque riusciti: uno sbagliato in un’ora e mezza. Quattro lanci lunghi su quattro, dieci passaggi nell’ultimo terzo, tre occasioni create, anche qui primo in campo. Tre dribbling riusciti su quattro. E poi le due voci che pesano più di tutte per un regista: zero palloni persi sotto pressione, zero volte saltato. Nessuno del Pisa gli è mai passato davanti, nessuno gli ha mai tolto la palla dai piedi.
Con Ndour ha costruito da solo il palleggio viola: 163 passaggi riusciti su 166 in due, mentre la squadra chiudeva al 94% di precisione e con sette tiri in porta contro zero. Quando ha dovuto difendere ha vinto sei duelli a terra su nove, sopra la media della squadra, ha recuperato sette palloni, ha commesso due falli e non ha visto un cartellino. Per un giocatore arrivato con la fama dell’irruento, otto gialli in diciannove gare in Turchia, due partite da vertice basso in viola e nessuna ammonizione.
Il confronto con la sua prima gara nel ruolo, col Frosinone, misura la crescita: da 52 tocchi a 100, da 3 a 10 passaggi nell’ultimo terzo, da 0 su 1 a 4 su 4 sui lanci, da 7,6 a 8,3 di voto. Là aveva vinto la partita dei duelli, qui ha vinto quella del pallone. È la partita che il suo profilo prometteva: calciatore di possesso, precisione da primo della classe, calma sotto pressione.









