Gonçalves: “Voglio portare mentalità vincente, preferisco stare dentro il campo”

Pedro Gonçalves si è presentato alla stampa: dopo il bellissimo gol del 3-0 ieri al Pisa, il portoghese ha chiarito una serie di punti tra il ruolo in campo, le sue esperienze passate e la voglia di stare a Firenze.

Il portoghese ha voluto ringraziare la società che l’ha fatto arrivare a Firenze: “Prima di tutto voglio ringraziare il presidente Commisso, sua madre Catherine, il direttore Paratici e tutti quelli che lavorano per questo club. La forma? Mi sento bene, ho parlato con mister Vanoli. Non posso dire una percentuale ma sto bene, sto prendendo la condizione migliore e certamente avrò tempo per allenarmi durante la sosta e per essere poi al meglio“.

Sulla posizione di campo migliore da occupare e sul passato allo Sporting: “Ho parlato tanto con il mister. A lui piace giocare col 4-3-3 e le mie caratteristiche sono diverse da quelle di Njie e Gnonto. La mia posizione è quella di numero 10, anche numero 8 come centrampista. Sento di star meglio nel centro del campo, tra le linee. Ringrazio molto lo Sporting Lisbona, faccio parte della storia del club. Ho una mentalità vincente, voglio avere l’obiettivo di vincere. La Fiorentina ha un buon progetto, ben sviluppato. Non saremo pronti per vincere subito, ma nei prossimi quattro anni faremo buoni campionati e riusciremo a fare buoni risultati. Cercherò di fare del mio meglio per restare nella storia di questo club“.

Sulle differenze tra campionato italiano e portoghese: “In Italia il calcio è più tattico. Ci sono squadre che marcano uomo a uomo. Mi devo adattare in modo rapido e dare del mio meglio. Con la mia intelligenza tattica devo approfittare degli spazi che lasceranno le altre squadre. Il mister ha un’idea molto chiara, devo seguire quello che mi chiederà. Soprannome? Il nome Pote deriva da quando ero piccolo, ero un po’ più cicciottello. Un mio parente mi chiamava Potinho, quando sono cresciuto hanno iniziato a chiamarmi semplicemente Pote. E’ un soprannome che mi è rimasto, era legato alla mia forma fisica, ma adesso mi chiamano tutti Pedro e sono più contento così“.

Sulle proposte arabe e la mancata convocazione con il Portogallo: “Non sono andato al Mondiale, tutti i giocatori vogliono andarci e se non lo fanno rimangono delusi, è normale. La nazionale portoghese ha molti buoni giocatori. Ho tifato per il Portogallo, ho sperato che vincesse. Le scelte sono state dell’allenatore, devo rispettarle. Arabia? Ho sempre detto al mio agente che volevo restare in Europa. E volevo giocare in Italia, in Spagna o in Inghilterra. Per questo sono molto contento di essere alla Fiorentina nell’anno del Centenario“.

Su come è nata la possibilità di approdare in viola: “L’opportunità è arrivata quando Paratici ha parlato con il mio agente. Sono stato subito aperto, qui ci sono stati portoghesi importanti come Rui Costa e Nuno Gomes. Il club ha storia, la città e i tifosi sono appassionati e io mi identifico in questo. Il progetto è vincente e mi piace, vuole tornare ai vertici in Italia. E’ il club ideale per me in questo momento“.

Sulle tante caratteristiche della fase offensiva: “Con Franco parliamo molto, anche il mister cerca di aiutarci. Cerca di capire cosa ci piace e dove ci sentiamo meglio in campo. Come ha detto Willy abbiamo un gruppo dove a tutti piace chiedere e ascoltare. Abbiamo qualità per fare una buona stagione, daremo il massimo e cercheremo di vincere ogni partita“.

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