Nicolò Fagioli non è più una sorpresa, questo è vero, ma per come si era messa la gara di Verona il suo destro all’angolino che si insacca alle spalle di Mintipó e permette alla Fiorentina di portare a casa i 3 punti è quanto di più gradito ci si potesse aspettare.
Un gol che non nasce per caso, va detto, visto che il classe 2001 è stato autore dell’altro (unico) tiro verso la porta avversaria (la traversa dopo due minuti). Al secondo tentativo però la palla è entrata, lasciando partire un urlo di gioia non solo ai giocatori in campo, ma anche ai tifosi già pronti ad accontentarsi di aver portato a casa un pareggio. E invece arriva una vittoria, fondamentale, targata ancora una volta Fagioli. Sì, perché se i gol in campionato sono “soltanto” 2 (l’altro era stato segnato contro il Como, rivelatosi in ogni caso decisivo), è evidente che il gioco passi dai suoi piedi. Tutte le giocate partono da lui, dal basso. Un centrocampista che si è evoluto, che nella stagione peggiore della storia recente della Fiorentina ha trovato il modo di crescere ancora, di lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato prendendo in mano la squadra per portarla alla salvezza.
E adesso c’è la Conference dove, ricordiamolo, è stato autore di un altro gol fondamentale contro lo Jagiellionia. Fagioli avrà modo di concentrarsi sulla doppia sfida al Crystal Palace, vista la squalifica scattata con l’ammonizione che gli farà saltare l’impegno di lunedì 13 Aprile contro la Lazio. Un giallo che forse arriva nel momento migliore, seppur ancora i Viola non abbiano raggiunto la quota salvezza.
E la Nazionale? Tema delicato, dove forse i ragionamenti possono essere frutto di sensazioni “di pancia”, ma il quesito viene da sé: questo Fagioli meritava di restare a casa? Senza entrare nel merito del “Al posto di chi lo avresti convocato?!”, su cui ognuno può avere un proprio parare, è evidente come un’Italia così priva di qualità potesse beneficiare delle giocate di un giocatore come Fagioli. L’ex Juve è uno dei pochi che dà del “tu” al pallone, che sa gestire la palla sotto pressione, e ripensando al secondo tempo contro la Bosnia forse inserire lui al posto di Frattesi poteva essere più ragionevole. Niente contro il centrocampista dell’Inter, ma le caratteristiche sono diverse e forse meno adatte a ciò che sarebbe servito alla Nazionale. Peccato, certo, ma che serva da lezione.
Fagioli deve essere il futuro della Fiorentina, come ho detto anche in diretta su Spaceviola.com, ma anche dell’Italia. Ha ancora 25 anni, è nel pieno della maturità calcistica dopo anni difficili alle spalle. Sta a lui continuare così e dare continuità a prestazioni di questo livello, ma sta anche al prossimo ct mettere le basi per ripartire davvero e puntare su un gruppo di giocatori che possano comprendere elementi di qualità. “Alla faccia degli haters” e delle malelingue, visto che ne abbiamo lette di ogni. Da chi non lo rivorrebbe in Nazionale (ma si compiace magari di Tonali, sul quale, lo dico, non c’è alcun problema da parte del sottoscritto a vederlo titolare con la maglia Azzurra) a chi lo manderebbe in Nazionale cantanti (e ha alle spalle una carriera di tanto potenziale inespresso e tanto rammarico). Parole al vento, il futuro è dalla parte di Fagioli.
E adesso possiamo anche goderci una Pasqua più tranquilla, grazie alla sorpresa Fagioli nell’uovo. E approfittando di ciò, facciamo gli auguri a tutti i nostri lettori e amici di Spaceviola.com.









