I TRE PUNTI DEL LUNEDì, UNA RUBRICA per sommelier del pallone.
1. “Non supereremo mai questa fase“
Quest’espressione potrebbe valere come per i nostri traumi psicologici fatti di finali perse e obiettivi sfumati, quanto per la dimensione da massimo Conference League alla quale il campionato sembra sempre ridurci, di riffa o di raffa. Certo, fa sorridere amaro che con 62/65 punti sia molto probabile restare fuori da ogni coppa (quota più che sufficiente negli ultimi anni per accedere alle competizioni internazionali, persino all’Europa League). Ma se è così, in parte è dovuto alle combinazioni amare (una finale di Coppa Italia tra due squadre galleggianti sul margine della zona UEFA), in parte al fatto che quasi tutte le concorrenti sono state più brave di noi, seppur di misura e seppur facendo forse il minimo sindacale o nemmeno quello (leggasi: Juve). Di certo – ed è la cosa che fa più digrignare i denti, rispetto a una Fiorentina che in casa queste rivali le ha battute tutte tranne il Napoli – noi lo siamo stati meno nell’ultimo periodo, lungo oramai 5 mesi. 31 punti fatti nelle prime 14 partite, 31 punti fatti nelle successive 23. Un crollo verticale in termini di continuità, che ci ha ricacciato indietro rispetto a sogni e tante decantate ambizioni.
2. Il giorno della marmotta
Fiorentina-Bologna era una partita segretamente (ma neanche troppo) caricata di enormi aspettative in questi mesi. Rivalsa, vendetta, rivalità sportiva, rivalità personali, serrata corsa all’Europa. A conti fatti, vale poco per la squadra uscita vittoriosa e nulla per quella sconfitta, già comoda in Europa League grazie alla Coppa Italia vinta e che anche in caso di successo avrebbe avuto speranze minime di accesso alla Champions. Per noi, è un po’ tornare a tre anni fa, al Fiorentina-Juventus 2-0 dell’ultima giornata di campionato che doveva finalmente sigillare il ritorno nelle coppe europee dopo lo scivolone (clamoroso) contro la Sampdoria appena salvatasi. E a ben vedere oggi la vittoria tiene solo accesa una fiammella grazie agli scontri diretti a favore, con la Lazio a +3 reduce da un indomito pari a San Siro. Siamo ancora lì, non usciamo di lì. Dopo una rivoluzione, il suono delle fanfare, investimenti pesanti, un tecnico nuovo e una campagna acquisti un po’ disorganica ma comunque faraonica, la Fiorentina è ancora al suo Groundhog Day, come nell’omonimo film dove Bill Murray ogni volta si risveglia nel “giorno della marmotta” in un loop all’apparenza infinito.
3. Fiorentina-Bologna: il commento
Partita molto episodica, all’insegna dei cambiamenti sperimentali e della gestione delle emergenze da parte nostra. Il vantaggio precoce firmato da Parisi (prestazione notevole la sua, soprattutto in fase offensiva) non ci ha concesso di capire appieno quale fosse il piano gara viola, con una Fiorentina nella veste alquanto anomala di 433 ridottasi molto presto a difendere sul suo solito blocco basso. Il Bologna ha pagato distrazioni e una certa dose di superficialità (forse fisiologica) sia difensiva che al momento del tiro, oltre alla ormai classica poca affidabilità di Casale nella coppia arretrata. Tra gli aspetti positivi, oltre al risultato e al primo sigillo del redivivo Richardson, c’è stata la capacità di reazione e di rialzare i ritmi dopo ogni pareggio subito, ma poco altro a cui affidarsi almeno lato prestazione. Per il futuro, Conference o meno, si può ripartire da tanti di questi giocatori e anche da questo allenatore, ma servirà più consapevolezza e fiducia nelle proprie idee (e forse meno fanfare gratuite) per trovare quella continuità che così tanto è mancata a questa Fiorentina.
“I tre punti del lunedì” sono una rubrica di SpaceViola, a cura di Federico Castiglioni. Se ti ha convinto o se invece hai delle rimostranze rispetto a quanto hai letto, puoi seguirlo o contattarlo qui, oppure qui o ancora qui.







