David de Gea: attento sulla conclusione di Ndoye sul primo palo, mentre non può nulla sulla girata di Dallinga. 6
Luca Ranieri: bravo e generoso nelle scalate in particolare su Ndoye e Castro, ma proprio sullo svizzero deve commettere un brutto fallo che gli costa l’ammonizione. Un po’ troppo nervoso come troppo spesso gli accade e combina la frittata quando lascia solo in area Dallinga. 5
Pablo Marì: ottimo il salvataggio su Castro, molto sicuro nel governare la difesa a tre e con il pallone tra i piedi. Non perfetto sul gol di Dallinga così come Ranieri. 6
Pietro Comuzzo: provvidenziale dopo pochi minuti nel salvare un gol già fatto su Castro, buon impegno e propulsione anche in fase di spinta. Cade male dopo un brutto contrasto con Cambiaghi e deve uscire dopo un buon approccio. 6.5
Dal 39′ Marin Pongracic: entra bello irruento e determinato e sicuramente si fa sentire sugli esterni e sugli attaccanti del Bologna. 6
Dall’86’ Andrea Colpani: s.v.
Robin Gosens: buona la spinta in quella posizione, il suo impegno e la sua generosità non manca in nessuna circostanza ed è sempre tra quelli che si porta a casa la pagnotta, qualsiasi posizione occupi. 6.5
Nicolò Fagioli: idee chiare e buon ordine in regia, ci poteva stare il rigore ai suoi danni per l’intervento di Lucumi in area di rigore. 6
Dal 91′ Cher Ndour: s.v.
Rolando Mandragora: il solito Mandragora dinamico, che si fa trovare in fase offensiva, che è il centrocampista che dà maggiori impulsi nell’encefalogramma piatto che è questa Fiorentina. 6
Amir Richardson: si conferma essere in buonissima forma, ha strappo, recupera palloni, si propone, finalmente sta trovando protagonismo e sempre maggiore confidenza e consapevolezza nei suoi mezzi. Il gol per lui è meritato ed è un bel premio. 7
Dodo: la solita corsa e la solita spinta, anche se appare un po’ meno preciso rispetto ad altre circostanze, probabilmente qualche residuo dall’appendicite. 6
Fabiano Parisi: inizia subito in sofferenza su Ndoye, poi piano piano viene alla distanza ed è autore di un bellissimo gol con un’azione personale e sfruttando la deviazione di Lucumi. Il gol lo scioglie e poi cresce sensibilmente anche sotto il profilo difensivo. La rete del raddoppio viola nasce da un’altra bella giocata individuale. Si perde però Orsolini sul gol del 2-2. 7
Moise Kean: fa il solito lavoro enorme spalle alla porta per far salire la squadra e prendersi falli. In una fase offensiva in cui non ci sono mai idee e l’attaccante deve fare il lavoro per quattro in mezzo ai centrali, lui è encomiabile. Pesa l’errore davanti a Skorupski a dieci minuti dalla fine, ma si rifà subito con una cavalcata dirompente verso la porta. 7
Allenatore Raffaele Palladino: siccome le idee sono state chiare per tutta la stagione e l’identità di gioco è stata forte, ecco che cambia l’ennesimo sistema di gioco anche per le assenze e si presenta con un 4-5-1 abbottonato. All’unica ripartenza segna con una deviazione, poi si mette dietro senza mai tirare, creare pericoli, né sviluppare un minimo di gioco, tutto affidato alle giocate individuali (su tutti di Parisi). Tre punti, nulla cambia. Lo stadio contesta e vuole che la panchina salti: il tempo è scaduto, la pazienza è finita. 5







