Fiorentina Atalanta Kean Hein tre punti

I tre punti del Lunedì #40


I TRE PUNTI DEL LUNEDì, UNA RUBRICA per sommelier del pallone.

1. Il cambio di approccio

Dovrebbe essere superfluo evidenziarlo, ma al di là di tutto è palese come la vittoria con l’Atalanta sia figlia di un atteggiamento tattico più coraggioso e da squadra che, oltre a star meglio sul piano atletico, è decisamente rientrata in fiducia. Tre punti che seguono e allungano quelli presi contro la Juventus, dove già più di qualcosa in tal senso si era visto. Sarà il fattore campo, che pare rendere il cantiere del Franchi più simile a una fortezza da espugnare soprattutto per le big; fatto sta che la squadra viola sta mostrando nelle ultime uscite un coraggio nell’occupare il terreno di gioco che pareva dover esser sacrificato sempre sull’altare del risultato (spesso poi non arrivato).

Moise Kean tre punti Fiorentina Atalanta

La Fiorentina contro la Dea si gioca una partita basata su duelli e riaggressioni feroci, senza timore di accorciare in avanti, tenendo un baricentro più alto in non possesso, uscendo dal basso in maniera pulita e facendo sentire in ogni frangente di gioco la propria presenza a un avversario forte, ma probabilmente un po’ stanco e sfiduciato dopo il ko contro l’Inter. Non ci si faccia ingannare dal tabellino striminzito, o dal fatto che la Fiorentina sia passata alla prima e unica occasione del primo tempo: siamo stati noi a fare la partita, non l’avversario.

Uno script di gara ben diverso da quello di tante viste nel 2025 (ma anche nel 2024), dove gli uomini di Palladino affrontavano le partite spesso con un atteggiamento attendeista e unicamente reattivo, rischiando poi di ritrovarsi bloccati sulle proprie posizioni anche nel momento in cui bisognava prendersi l’onere e l’onore di macinare gioco. 30 partite forse sono troppe per consolidare dei principi di gioco dopo tante altalene, ma in un gruppo che anche nei momenti più difficili ha mostrato un grande affiatamento, arrivare al rush finale con questa fiducia e con la convinzione di poter essere proattivi anche giocando in verticale può esser davvero il quid in più per la Fiorentina nella corsa all’Europa.

2. Moise Kean, l’onnipotente

Moise Bioty Kean, nato a Vercelli il 28 febbraio 2000, è calciatore italiano, attaccante della Fiorentina e della nazionale italiana. Ha segnato 24 reti in questa stagione, 21 in maglia viola – 16 in campionato – e 3 con quella azzurra. L’ultimo (ma non ultimo) lo segna domenica, nella sfida con l’Atalanta, aggredendo e soffiando il pallone a Isak Hien, in quel momento ultimo uomo dei nerazzurri, chiamato a gestire un pallone non troppo difficile ma giocato in maniera imprecisa dal suo capitano, Marteen de Roon.

Così è. In questo prolungato momento, Kean continua a mostrarsi come un giocatore onnipotente, capace di trasformare in oro qualunque cosa. Un giocatore con uno stato di fiducia (e forma) smagliante e perdurante, che si diverte come un ragazzino in campo in ogni frangente di partita, totalmente impermeabile anche ai momenti di difficoltà che possono cogliere i compagni. Lui gioca e continua ad essere un punto di riferimento, costante e sicuro. Se Robin Gosens è, senza dubbio, il leader psicologico della squadra, l’uomo che in campo ti ispira pensieri positivi quando le gambe non girano più, Moise Kean ne è il leader tecnico, quello capace in ogni istante di far pendere la bilancia della gara a tuo favore. Con giocatori così, si può fare tutto.

3. Rolando, sei proprio tu?

Nel quadro di una ripresa di forma e di fiducia della squadra, le prestazioni in mezzo al campo di Mandragora sono forse non l’aspetto più decisivo (ma ci andiamo vicino) ma di certo il più appariscente in rapporto al suo storico. Il centrocampista campano, dal passaggio alla mediana a tre e quindi al suo ritorno a incarichi più prettamente da mezzala di invasione, sembra entrato nel suo prime di carriera. Lo sfruttamento delle sue capacità di lettura dello spazio in luogo di quelle non eccelse di impostazione (caratteristica già intuita negli anni scorsi), ne sta facendo un elemento inaspettatamente centrale in questa Fiorentina, al punto di far sedere in panchina un giocatore come Folorunsho, maestro negli attacchi alla profondità partendo da dietro.

Contro l’Atalanta, 6 duelli vinti su 8, 3 tackle riusciti, 4 spazzate, 2 keypass, un palo, e ben 62 tocchi. Numeri importanti che fotografano bene la centralità di Mandragora nella partita di domenica e quanto sia stata notevole la sua prestazione. Che dire, speriamo che Rolly continui così.


I tre punti del lunedì” sono una rubrica di SpaceViola, a cura di Federico Castiglioni. Se ti ha convinto o se invece hai delle rimostranze rispetto a quanto hai letto, puoi seguirlo o contattarlo qui, oppure qui o ancora qui.

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