Opponent analysis: insidie e limiti del Frosinone di Alvini

Oggi è la partita del centenario, la prima di Grosso al Franchi in Serie A, la prima, probabilmente, senza Kean. Cerchiamo di spostare il focus però sull’avversario, il Frosinone di Alvini, tornato dopo due anni nella massima serie. Di seguito trovate un’analisi tecnica e tattica della squadra ciociara.

AllenatoreMassimiliano Alvini
Sistema base4-3-3 (confermato alla 1ª giornata)
Alternativa4-2-3-1 con Schmid trequartista
Fase di non possessoPressing molto alto, aggressione della prima costruzione
Fase di possessoVerticalità immediata dopo il recupero, tanti uomini sopra la linea della palla
Riferimenti tecnici Schmid, Ghedjemis, Calò
CentravantiRaimondo (primo pressatore, attacca le seconde palle)
Vulnerabilità principaleTransizioni negative, spazio alle spalle della linea
Obiettivo stagionaleSalvezza

Identità di gioco

Il Frosinone sale in Serie A confermando Alvini e i principi tattici della promozione: squadra aggressiva, offensiva e intensa, che difende in avanti. I tratti distintivi:

  • pressing molto alto, orientato ad aggredire la prima costruzione avversaria;
  • recupero del pallone nella metà campo avversaria e verticalizzazione immediata;
  • forte propensione offensiva, con numerosi uomini portati sopra la linea della palla;
  • centravanti primo innesco della pressione (sui centrali e sul portiere avversario).

Il limite strutturale osservato in Serie B: l’atteggiamento non cambiava in base al punteggio. Sullo 0-0 come sul 2-0 la squadra continuava ad alzare il baricentro, pressare e riversare uomini in avanti, concedendo campo in transizione. Contro le qualità individuali presenti nelle squadre di Serie A questo rischio pesa molto di più — ed è il punto su cui la dirigenza è intervenuta nel mercato estivo.

Cosa cambia col mercato

Campagna da circa 17,6 milioni investiti, mirata più alla qualità della zona centrale che ai numeri: Schmid (trequartista, l’investimento principale), Grillitsch, Hasa, Kone, Masini, El Azzouzi a centrocampo; Akpoguma, Terzić, Fayed, Amey per dare esperienza e profondità alla fase difensiva; Zerbin per la catena di destra offensiva.

La conseguenza tattica è una sola, ma decisiva: il Frosinone può cambiare atteggiamento nella partita senza cambiare identità — abbassare il ritmo, gestire il possesso, proteggere un risultato — cose che la rosa della promozione non gli permetteva. La distinzione tra 4-3-3 e 4-2-3-1 diventa fluida: in possesso la mezzala offensiva (Schmid) può alzarsi dietro la punta trasformando il sistema.

Strutture di riferimento

4-3-3 base (interpreti visti alla 1ª giornata)

Palmisani; Cittadini, Calvani, Monterisi, Bracaglia; Cichella, Calò, Schmid; Fini, Raimondo, Kvernadze

4-2-3-1 alternativo (proiezione sul mercato)

Palmisani; Tchato, Monterisi, Akpoguma, Terzic; Grillitsch, Hasa; Zerbin, Schmid, Ghedjemis; Raimondo

Il doppio mediano davanti alla difesa è la variante “di controllo”: quattro giocatori offensivi in campo senza lasciare un solo schermo esposto alle transizioni. È l’opzione da attendersi contro le squadre superiori o in gestione di risultato.

Letture sulle gerarchie:

  • Calò vertice basso confermato: regia e piazzati restano suoi, Grillitsch parte dietro nelle gerarchie.
  • Schmid schierato mezzala sinistra, non trequartista: Alvini lo integra nel 4-3-3 senza cambiare sistema. Cichella mezzala destra.
  • Bracaglia titolare a sinistra davanti a Terzić; a destra Cittadini preferito a Tchato/Oyono.
  • Calvani-Monterisi coppia centrale: i nuovi (Akpoguma, Fayed, Amey) partono da alternative.
  • Sorpresa sugli esterni: Fini e Kvernadze dal 1’, con Ghedjemis, che si è rifiutato di partire con la squadra per Firenze, e Zerbin fuori dall’undici — situazione da monitorare (condizione, gerarchie o gestione).

Dati squadra (da dati_prima_giornata.csv): 0,45 xG prodotti contro 1,99 concessi; 37,4% di possesso; inclinazione di campo 33%; minaccia creata 0,89 contro 1,97 subita; linea difensiva media a 43,2 m contro i 52,6 m della Juventus.

Il 4-3-3 iniziale contro la Juventus
Confronto Frosinone-Juventus, dati della 1ª giornata
Riscontri video (fotogrammi in img/, versioni da documento in img/pronte/):

Sei uomini oltre la linea della palla nella metà campo della Juventus: l’aggressione alta dichiarata c’è, almeno in avvio.

Accoppiamenti a uomo in parità numerica su tutto il campo: la pressione segue l’uomo, non la zona, e non c’è copertura per i difensori centrali.

Palla persa e campo lungo: la Juventus ribalta con spazio ai lati del vertice basso.

Sugli sviluppi di un calcio da fermo, inferiorità sugli angoli corti: situazione ricorrente in tutta la partita.

Ripartenza della Juventus che arriva al limite dell’area avversaria con la difesa ciociara che rincorre all’indietro.

Costruzione dal basso: Palmisani palla al piede con uscita corta macchinosa, pochi smarcamenti tra le linee.

Lettura della partita

Contro un avversario superiore sul piano della pressione alta non ha retto nei novanta minuti — baricentro medio più basso delle intenzioni dichiarate, partita subita territorialmente. Il dato conferma però il profilo atteso: quando non riesce a pressare, il Frosinone produce poco e concede tanto. Contro avversarie che superano la prima pressione, come quella di Spalletti, la squadra si allunga.

Fase di possesso

  • Prima costruzione: più tecnica rispetto a quella vista in Serie B, ma non è il “piatto forte” — la squadra preferisce la riconquista alta al palleggio da dietro. Calò detta i tempi e ha il calcio lungo per scavalcare il centrocampo avversario.
  • Sviluppo: le mezzali accompagnano e si alzano tra le linee, su tutti Schmid, gli esterni garantiscono ampiezza, i terzini salgono molto.
  • Rifinitura: il canale principale è Ghedjemis quando in campo — mancino che parte largo a destra, riceve sul sinistro e attacca il mezzo spazio in conduzione, con tiro e ultimo passaggio. Miglior realizzatore della scorsa stagione (15 gol, davanti agli 11 di Raimondo). Kvernadze replica il pericolo sull’altro lato, sinistro che punta l’uomo.
  • Punta: Raimondo non è un pivot da possesso — attacca la profondità e le seconde palle, vive dei rifornimenti tra le linee.
Sviluppo offensivo tipo: esterni protagonisti, Schmid tra le linee

Fase di non possesso

  • Pressione alta a uomo sulla prima costruzione: punta sui centrali/portiere, mezzali in uscita sui mediani avversari, esterni sui terzini.
  • Molti uomini sopra la linea della palla anche in fase di riconquista: la riaggressione dopo aver perso palla è il primo istinto.
  • Quando la pressione viene superata, la squadra fatica a ricompattarsi: la linea si abbassa ma il centrocampo resta lungo.

Transizioni

  • Positive: il momento migliore della squadra — recupero alto e verticalizzazione immediata verso Ghedjemis/Kvernadze e la corsa di Raimondo.
  • Negative: la vulnerabilità strutturale. Con terzini alti e mezzali sopra la palla, lo spazio è alle spalle dei terzini e ai lati del vertice basso. Il mercato (Grillitsch, doppio mediano) è il correttivo, ma l’istinto della squadra resta sbilanciato.
RepartoTitolari vs JuventusAlternative
PORPalmisaniDesplanches
TDCittadiniTchato, Oyono
DCCalvani, MonterisiAkpoguma, Fayed, Amey
TSBracagliaTerzic
CDCCalòGrillitsch, Cichella
CCCichella, SchmidHasa, Kone, Masini, El Azzouzi, Koutsoupias, Gelli
AD/ASFini, KvernadzeGhedjemis, Zerbin
ATTRaimondo

La profondità del centrocampo è la vera novità: nessun titolare in mezzo è insostituibile, e Alvini può scegliere le caratteristiche in funzione della partita.

Punti di forza

  • Intensità e riaggressione: pochi secondi di pulizia tecnica concessi dopo il recupero.
  • Ghedjemis e Kvernadze nell’uno contro uno a campo aperto.
  • Schmid tra le linee: il salto di qualità tecnico del progetto.
  • Piazzati: il piede di Calò.

Vulnerabilità

  • Spazio alle spalle della linea e dei terzini quando la pressione è superata.
  • Prima costruzione non dominante: pressabili a loro volta.
  • Gestione del punteggio storicamente carente: da vantaggio tendono a non abbassarsi.
  • Gerarchie ancora instabili in più reparti (esterni su tutti): squadra in rodaggio.
  • Calci da fermo difensivi: contro la Juventus situazioni ricorrenti di inferiorità sugli angoli corti.

Indicazioni per la Fiorentina

  1. Uscita a 2+1 come piano A: il Frosinone aggredisce la prima costruzione, quindi Oulaï e Ndour abbassati in doppio vertice con Atta tra le linee — la risposta era già prevista e la 1ª giornata la conferma.
L’uscita viola a 2+1 contro il pressing
  1. Scavalcare la pressione con De Gea: lancio su Pellegrino, Ndour e Atta sulle seconde palle. Contro una squadra che porta tanti uomini sopra la palla, ogni pressione superata è un attacco in parità o superiorità numerica.
  2. Transizioni negli spazi larghi: Mastantuono a campo aperto contro il terzino sinistro alto, Kean, se a disposizione, a partita in corso per attaccare la profondità quando il Frosinone dovrà scoprirsi.
Le transizioni viola negli spazi lasciati dai terzini alti
  1. Schermo su Schmid: è il ricevitore tra le linee — zona di competenza di Oulaï, che lì gioca il suo punto forte (transizioni negative).
  2. Attenzione al lato di Ghedjemis/Kvernadze: mancino che converge dalla destra viola (lavoro di Valdepeñas e raddoppio di Gudmundsson in ripiegamento) o georgiano che punta João Mário — dipende da chi parte titolare.
  3. Disciplina sui piazzati: limitare i falli nella trequarti difensiva, Calò li mette in area sui saltatori.
  4. Caricare l’area sui piazzati a favore: sui calci da fermo hanno mostrato inferiorità ricorrente sugli angoli corti — Dragusin, Ranieri e Pellegrino sono i riferimenti sui duelli aerei.

    Fonti: dati di mercato e rosa da Transfermarkt (agosto 2026); undici iniziale e dati squadra 1ª giornata da materiale interno (dati_prima_giornata.csv). Le strutture indicate come “proiezione” non sono gerarchie ufficiali.
Foto X, @Frosinone1928

Condividi:

Scopri di più da SpaceViola

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da SpaceViola

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere