Cesare Prandelli, intervistato da Radio Bruno, ha analizzato la vittoria della Fiorentina contro il Celje in Conference League. Ha evidenziato che la squadra ha affrontato difficoltà legate alla tensione e alla mancanza di spazi per alcuni giocatori chiave, come Gudmundsson e Fagioli. Secondo Prandelli, serve tempo per trovare soluzioni e compattezza, aspetti essenziali per migliorare l’equilibrio in campo.
Ha inoltre sottolineato che chi gioca a Firenze deve mettere da parte il proprio ego e concentrarsi sulle esigenze del collettivo. Parlando di Kean e Vlahovic, Prandelli ha sottolineato che i due attaccanti hanno stili diversi ma grande potenziale, con Kean più efficace con esterni di supporto e Vlahovic più adatto al gioco d’area.
Sulla partita col Celje: “Non abbiamo giocato al nostro meglio, è chiaro. Probabilmente la pressione della semifinale ha reso la partita più dura di quanto ci aspettassimo. Gudmundsson e Fagioli hanno grandi doti, ma non sono riusciti a esprimersi perché marcati stretti. Dobbiamo trovare nuove strategie, magari anche scambiando i loro ruoli. Le difficoltà incontrate ci saranno utili per affrontare al meglio le prossime partite, che credo saranno molto differenti”.
Chiave per il miglioramento: “La chiave per la crescita è la compattezza e la fiducia nelle nostre capacità, solo così la squadra può essere equilibrata. Palladino ha bisogno di tempo, ma chi gioca a Firenze deve capire dove si trova e non pensare solo a sé stesso. A fine anno tireremo le somme, ma questa squadra ha un potenziale incredibile”.
Kean vs Vlahovic: “Kean e Vlahovic sono giocatori diversi, ma entrambi hanno un grande potenziale. Kean non ha bisogno di una seconda punta, bensì di esterni che lo supportino. Vlahovic, invece, è un attaccante da area di rigore. Per sfruttare le loro qualità bisogna adattare il sistema di gioco”.

Foto Facebook, @acffiorentina








