Fiorentina-Napoli, domenica 20 settembre 2026, ore 12:30, stadio Artemio Franchi, 5ª giornata. Relazione alla vigilia, con la lista dei convocati del Napoli.
In due righe
Senza McTominay e Anguissa il Napoli ha spostato l’ampiezza sui quinti e riempie l’area con De Bruyne, l’esterno sinistro, Højlund e il quinto del lato debole. A Firenze manca anche Spinazzola, non convocato: Olivera prende il suo posto, e come Allegri interpreta il lato sinistro senza Spinazzola è la prima incognita della partita.
Come gioca
Sistema. Sulla carta 4-2-3-1: Gilmour e Lobotka coppia di mediani, De Bruyne trequartista dietro Højlund. Che lo si chiami 4-3-3 o 4-2-3-1, nomi e funzioni non cambiano. Le strutture vere sono tre: 4-2-3-1 in schieramento, 3-2-5 in sviluppo con i quinti alti, 3+2 dietro la palla. Nel secondo tempo col Bologna si vedeva tutto insieme: difesa a tre con Di Lorenzo braccetto che sale «alla Bastoni», centrocampo a due, cinque uomini davanti.

Costruzione: Dal portiere Di Lorenzo fa il braccetto destro, Rrahmani quello sinistro, Rafa Marín completa il terzetto; Lobotka è l’unico appoggio davanti, gli altri restano alti. Nelle prime uscite scendevano a costruire fino a otto o nove giocatori; ora si gestisce in tre più uno e si cercano i quinti. Marín è molto bravo in impostazione, sia lunga che corta; Rrahmani è pulito nelle uscite, con giocate semplici.

Sviluppo: L’uscita cerca i quinti, col Bologna Spinazzola e Favasuli, che dialogano con chi sta nel mezzo spazio: De Bruyne, Vergara o Lang. Con l’Arsenal l’ampiezza era degli esterni d’attacco, che restavano larghi e non arrivavano in area; per compensare Olivera e Di Lorenzo dovevano buttarsi dentro. Con i quinti a dare l’ampiezza, gli esterni possono stringere.
Area: Con palla a Spinazzola entrano De Bruyne dal mezzo spazio, Lang, Højlund e Favasuli dal lato debole; a parti invertite tocca a Spinazzola. Uno dei mediani, più spesso Lobotka, invade e occupa. Il limite è dichiarato: la presenza in area resta poca, nemmeno la metà di quella che garantivano Anguissa e McTominay per struttura fisica.

Coperture. Se i terzini non devono andare in area, Di Lorenzo resta in copertura e marcatura preventiva e il Napoli garantisce il 3+2. Il paragone è l’occasione di Saka con l’Arsenal, tra il 42′ e il 43′, nata con entrambi i terzini sganciati. I centrali sono molto bravi nelle preventive, Rrahmani su tutti.

Pressione. Male organizzata in questo primo Napoli di Allegri, col Bologna molto meglio, anche per i limiti degli avversari nell’uscita sotto pressione. Gilmour e Lobotka si alzano a turno per aiutarla: dietro il centrocampista alzato c’è lo spazio dove Atta e Ndour dovrebbero ricevere.
Uomini e catene
Di Lorenzo e il lato destro. Di Lorenzo va molto senza palla e si sovrappone dentro, nel mezzo spazio. Con Politano, mancino che otto volte su dieci rientra per il cross, i due finiscono nella stessa zona e si danno fastidio. Con Favasuli, che tiene l’ampiezza da quinto col piede forte e fa l’invasore a palla lontana, Di Lorenzo sceglie tra dentro e fuori. Il gol di Lobotka nasce così: terzino del Bologna attratto da Di Lorenzo largo, taglio di Favasuli nel mezzo spazio servito da De Bruyne, palla in mezzo. Favasuli si era presentato con un tunnel al primo pallone: la catena del secondo tempo ha funzionato molto bene, aiutata anche dai terzini del Bologna, spesso piatti.

Le posizioni medie sull’intera gara confermano l’occupazione del corridoio destro: i due cerchi sovrapposti inbasso a destra sono il 2, Favasuli, e il 22, Di Lorenzo, che lo stesso corridoio lo hanno occupato a turno, non insieme. Politano non compare nell’immagine.

De Bruyne. Trequartista fisso che svaria su tutto il fronte, finta punta quando Højlund viene incontro, in area al posto delle mezze ali, a volte più profondo della punta stessa. Allegri: «ci dà la superiorità numerica». Vanoli:«innamorato di De Bruyne per come va a cercare gli spazi».
Lobotka e Gilmour. Sempre vicini, i «due» del 3+2, bravi in entrambe le fasi. Allegri: «ci danno tanto sul palleggio, meno nell’inserimento».
Højlund. Attacca lo spazio e deve cercare l’imbucata dei tecnici nei mezzi spazi; 2 gol, giocatore del mese di agosto. Vanoli: «tra i più veloci in campo aperto», servono marcature preventive.
I centrali. Rrahmani e Rafa Marín sempre titolari e confermati per Firenze; Beukema, dato per ottobre, è tra i convocati.
Come arriva a Firenze
Forma. Due vittorie e due sconfitte in campionato (2-0 a Marassi, 1-2 col Como, 2-3 con l’Inter, 1-0 col Bologna), decimo con 6 punti; 0-1 con l’Arsenal, quindi tre sconfitte di fila prima del Bologna. Settimana piena e sosta subito dopo: niente turnover, i ballottaggi sono scelte tecniche.
Convocati (20). Anguissa, Badiashile, Beukema, Contini, De Bruyne, Di Lorenzo, Favasuli, Gilmour, Højlund, Lang, Lobotka, Lucca, Rafa Marín, Milinković-Savić, Neres, Olivera, Politano, Pugliese, Rrahmani, Vergara.
Assenze. Sei indisponibili: Meret, McTominay, Buongiorno, Marianucci, Alisson Santos, Giovane. Spinazzola, fermo dal 18/9 per una lieve contrattura al bicipite femorale destro, non è tra i convocati. Anguissa, esami senza lesioni e personalizzato tutta la settimana, è convocato ma difficilmente partirà dal primo minuto.
Cosa cambia. Anguissa e McTominay mancavano già col Bologna: il 3-2-5 nasce dalla loro assenza, da questo lato non cambia nulla. Spinazzola era il quinto sinistro. Con Olivera, finora terzino classico, il Napoli non ha la stessa capacità di attaccare e dare ampiezza: quinto o terzino, lo dirà il campo.
Probabile XI: M.Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Marin, Olivera, Gilmour, Lobotka; Politano, De Bruyne, Lang; Højlund.
Dove si scopre il Napoli e cosa deve cercare la Fiorentina
Probabile XI viola: De Gea; Jiménez, Dragusin, Ranieri, Viery; Ndoye, Fagioli; Mastantuono,, Atta, Njie; Pellegrino o Beto. Vanoli: «la parola chiave è equilibrio».

Il lato sinistro del Napoli. Se Olivera sale da quinto, alle sue spalle c’è spazio per Mastantuono e Jiménez in transizione; se resta basso, l’ampiezza tocca a Lang e l’area perde un uomo. In entrambi i casi è la fascia da attaccare.
Il lato destro del Napoli. Viery, centrale adattato, deve leggere se Di Lorenzo accompagna dentro o fuori, con Njie a seguirlo quando parte da braccetto. Le palle laterali si difendono sul taglio nel mezzo spazio, quello del gol di Lobotka, più che sull’uomo largo.
La costruzione a tre più Lobotka. Vista in una sola partita: una pressione alta sui tre e su Lobotka la metterebbe alla prova per la prima volta. Il rischio è la palla lunga su Højlund, quindi marcature preventivegià pronte.
La transizione. Se il 3+2 tiene, con Rrahmani e Rafa Marín forti nelle preventive, lo spazio sta alle spalle dei quinti alti, non dietro i terzini.
L’area. Chi arriva ha meno struttura fisica degli assenti: Dragusin e Ranieri possono avere la meglio sui duelli aerei e sulle seconde palle. Il pericolo è il taglio, non il cross.
La pressione del Napoli. Se resta male organizzata e Gilmour e Lobotka si alzano a turno, la costruzione bassa con doppio mediano trova varchi dietro il centrocampista alzato.
Da chiudere
Allegri sui ballottaggi Politano/Favasuli, Lang/Vergara/Neres e sul riposo di De Bruyne.
Lato viola: Beto o Pellegrino; Fagioli con Ndour o con Bulai.
Dal campo: se Olivera interpreta il quinto o il terzino classico. È la prima cosa da guardare al fischio d’inizio.









