Fagioli a Sportweek: “Vanoli mi ha fatto riflettere. Ero un ragazzino, ora sono più responsabile”

Le parole di Nicolò Fagioli a Sportweek sul presente in Viola e il passato


Nicolò Fagioli ha rilasciato una lunga intervista a Sportweek, nel corso della quale ha parlato di quanto l’arrivo lo scorso anno di Vanoli in panchina abbia cambiato la sua carriera: “Per me è fondamentale sentire la fiducia dell’allenatore e della società. Quando Vanoli è arrivato, un anno fa, è stato subito molto diretto con me. Mi ha detto “Tutti dicono che sei un fuoriclasse, un fenomeno, ma poi, stringi, stringi, cosa hai fatto di così importante per essere descritto in questo modo?”. Quelle parole mi hanno fatto riflettere e mi hanno dato una spinta importante. Nel primo mese ho trovato poco spazio, ma ho continuato a lavorare duramente fino a conquistarmi il posto. Adesso voglio riuscire a mantenerlo”.


Il centrocampista ha poi proseguito: “È normale che la concorrenza aumenti quando arrivano centrocampisti come Oulai o Atta. Allo stesso tempo, il fatto di aver giocato poco nelle amichevoli estive mi aveva creato qualche incertezza. Nonostante questo, sentivo di dover restare qui: la mia convinzione è che, quando si lotta per obiettivi importanti, questa piazza sappia trasmetterti una carica incredibile”.

Sul periodo alla Juve: “È stato strano perché già sei mesi prima sapevo che sarei stato squalificato e nonostante ciò ho continuato a giocare. Sono grato alla Juventus e ad Allegri che erano a conoscenza della situazione e mi sono stati vicini. Prima di ogni partita il mister mi chiedeva: te la senti? E io tutte le volte rispondevo: sì, voglio giocare. Dei sette mesi in cui sono rimasto fermo il primo è stato veramente il più difficile perché non ero abituato a stare lontano dal terreno di gioco. Nei successivi sei, invece, sono stato bene, almeno per i primi tempi. Sai, un calciatore è sempre immerso in questo frullatore quotidiano fatto di allenamento-partita-allenamento. Io ho potuto staccare la testa e mi divertivo a vedere i miei compagni giocare. Mi ha aiutato potermi allenare in settimana con la squadra tranne che nei giorni immediatamente precedenti alla partita, quando correvo o facevo palestra da solo. Insomma, è stato ovviamente un periodo complicato, in cui però sono riuscito a trovare qualcosa di positivo.

Quale era il tuo primo pensiero prima di andare a dormire e qual è invece oggi? “L’ultimo pensiero era di tornare presto in campo. Prima della squalifica speravo che mi dessero il meno possibile, dopo pregavo di rientrare in fretta. Ora l’ultimo pensiero la sera è cosa mi aspetta il giorno dopo, cosa ho sbagliato nella giornata appena finita, in che cosa posso migliorare”.

Fagioli poi ha ammesso di dover ancora crescere tanto, soprattutto come uomo: “Nella testa resto un ragazzino, mi piace tanto divertirmi, stare con la famiglia, la ragazza, gli amici. Non mi piacciono la noia e rimanere da solo. Ma mi rendo conto che devo diventare più responsabile verso me stesso e le altre persone. E in campo uguale: in allenamento e in partita voglio essere un punto di riferimento per allenatore, società e compagni. Anche fuori dal campo”.

Foto X Lega Serie A

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