Gazzetta – Fiorentina più forte delle assenze, compatta e mai in pericolo. Quinto risultato utile di fila, salvezza vicina

La differenza la fanno le motivazioni, che incidono sulla testa e pure sulle gambe. Quelle che hanno spinto la Fiorentina ad andare oltre l’emergenza, archiviare in fretta la batosta di Conference contro il Crystal Palace e sfruttare la sfida per portarsi a +8 sulla zona rossa a sei giornate dalla fine. E quelle che non ha avuto una Lazio sgonfia e forse con la testa già alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta della prossima settimana, una squadra che galleggia a metà classifica senza timori ma pure senza obiettivi. La Viola ringrazia e festeggia ma la vittoria è meritatissima, per il coraggio e la capacità di soffrire con cui si è guadagnata il quinto risultato utile di fila e un salvifico balzo in classifica, lasciandosi cinque squadre alle spalle. Così scrive La Gazzetta dello Sport.

La Fiorentina è stata più forte delle numerose assenze: senza Kean, Fagioli, Gudmundsson, Brescianini, Parisi e Fortini, con Rugani di nuovo titolare dopo il disastro di Udine, Paolo Vanoli stavolta ha preparato bene la partita, tornando al 4-1-4-1 con Mandragora play, Fazzini esterno alto e i due mediani, Ndour e Fabbian, uno a cercare di spezzare il gioco altrui e l’altro a galleggiare sulla trequarti. La Viola ha accettato intelligentemente di lasciare il palleggio agli avversari, cercando di sfruttare la superiorità numerica in mezzo per rubare palla e ripartire. Eppure l’avvio era stato preoccupante, con la Lazio partita forte e De Gea costretto subito alla doppia parata. La prima verticalizzazione per far l’azione del vantaggio viola: gran palla di Mandragora per Fazzini, che ha spostato il gioco sull’altra corsia innescando Dodo a destra. Il brasiliano ha scambiato con Harrison, da cui e partito il cross per la testa di Gosens: palo e gol, con Lazzari sovrastato dal tedesco. La rete ha portato sorrisi e intraprendenza, tanto che la squadra di Vanoli avrebbe anche potuto chiudere il primo tempo sul 2-0 se Harrison (uno dei migliori) non avesse vanificato la ripartenza e il gran cambio di gioco di Dodo sbagliando la misura del passaggio per Piccoli.

Sarri ha provato a ribaltare la squadra nel secondo tempo, ma non è bastato. La luce non si è mai accesa e i biancocelesti non sono mai riusciti a impensierire veramente la Viola a parte nel finale, quando un cross invitante è finito sulla testa del neo entrato RatkovLa Fiorentina è rimasta compatta, attenta nelle chiusure e mai davvero in pericolo. L’unico brivido del secondo tempo è stato il fallo di Mandragora su Noslin: l’arbitro ha ammonito il laziale per simulazione e il Var ha confermato che il rigore non c’era. 

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