Opponent Analysis – L’analisi del Napoli di Conte

Il cammino verso la salvezza della Fiorentina pone davanti un avversario tosto. Stasera alle 18 Vanoli e i suoi arrivano nella tana dei Campioni d’Italia in carica, il Napoli di Antonio Conte, fresco di eliminazione dalla Champions League e pronto a concentrare tutte le proprie forze sul campionato a partire da stasera. Grazie ai dati forniti da Comparisonator, guardiamo più da vicino la squadra allenata dal tecnico salentino.

Sono due moduli principali scelti da Conte: il 4-1-4-1, utilizzato per la prima parte di stagione e con rendimento nettamente superiore, e il 3-4-2-1, opzione più recente dovuta ai molti infortuni che hanno colpito la squadra azzurra. Impossibile dunque fare una comparazione precisa a livello tattico tra i due schieramenti. La probabile vede comunque la difesa a tre: davanti a Meret ci saranno Buongiorno, Juan Jesus e uno tra Di Lorenzo e Beukema; nel mezzo i soliti Lobotka e McTominay, sulle fasce confermato Spinazzola a sinistra mentre a destra ballottaggio Olivera/Gutierrez, ma occhio a Di Lorenzo che può fare anche il quinto; a supporto di Hojlund troveremo Elmas; l’ultima maglia da titolare se la giocano Vergara e Giovane.

Il Napoli è la seconda squadra in Serie A per overperformance: ha raccolto 3.65 punti in più rispetto a quelli attesi, dietro solo al Milan (la Fiorentina è in fondo a questa speciale classifica, con quasi 17 punti raccolti in meno di quelli effettivi).

Tuttavia, i ragazzi di Conte, nonostante tengano spesso in mano il pallino del gioco, faticano a concretizzare: sono infatti quindicesimi nella classifica degli Open play xG per 1 xT, statistica che misura quanto una squadra trasforma il pericolo potenziale in una vera occasione.

Il Napoli è molto forte anche nei piazzati, dove eccelle sia a favore (terza in A per xG sui calci da fermo) che contro, dove guida la classifica insieme all’Inter.

Nonostante il Napoli sia un top club in lotta per il campionato, il dato sul game control è leggermente superiore alla media della lega. Si nota un calo dalla fine di ottobre, anche a causa dei tanti infortuni che hanno colpito la squadra partenopea.

Più alto invece il dato del possesso palla. All’andata, contro la Viola di Pioli, gli uomini di Conte si sono però tenuti sotto il 50%, forti anche del doppio vantaggio maturato dopo un quarto d’ora.

In fase di possesso Conte schiera i suoi con un 3-3-4, andando a comporre tre linee: quella più bassa con i tre centrali, nel mezzo con i due mediani e un esterno (in questo caso Olivera) e davanti con l’altro esterno e i tre giocatori offensivi.

I tre centrali sono fondamentali in fase di costruzione: sono molto bravi a trovare l’imbucata giusta tra le linee come in questo caso, dove Rrahmani verticalizza verso Vergara

Nello sviluppo a palla scoperta sono importanti i due centrocampisti: Lobotka e McTominay, molto tecnici, sono in grado di resistere anche a pressing forti, attirando gli avversari e riuscendo spesso a trovare compagni a quel punto smarcati (in questo caso Spinazzola)

Gli esterni danno tanta ampiezza: gli azzurri sono pericolosi soprattutto a destra con Di Lorenzo (e quando è disponibile Politano, quarto in Serie A per cross tentati). Se invece Conte decide di giocare a piede invertito, dopo il primo dribbling si preferisce un palla bassa tra le linee.

Hojlund è molto bravo a chiamare la palla in profondità e ad allungare la squadra. A palla scoperta l’attacco alla profondità può essere fatto anche dai 4 della prima linea, rendendo complicata la gestione per gli avversari.

Occhio soprattutto a McTominay: lo scozzese riesce ad approfittare dell’inserimento di Lobotka che attira il marcatore. In questo modo si smarca e può entrare in area libero: ha segnato 5 gol in campionato.

In fase di non possesso, la pressione sulla prima costruzione è molto importante. Anche quando è in vantaggio, il Napoli non lascia costruire facilmente, anche la linea del pressing può essere più bassa.

La pressione non è continua, ma quando è cercata è ben impostata e con ottimi risultati. La squadra riconquista tanti palloni e si rende così pericolosa.

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