Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina, ha rilasciato una lunga intervista pubblicata questa mattina su La Repubblica. Il dirigente viola ha affrontato le ultime vicissitudini in casa gigliata: “Sono stati dieci giorni difficili ma ora è arrivato il momento di ripartire”.
Su Pradè e le dimissioni: “Daniele probabilmente era arrivato alla fine di un ciclo e già alla fine della passata stagione voleva lasciare”.
Sulla scelta di esonerare Pioli: “Quando abbiamo preso Stefano eravamo tutti convinti che fosse la scelta migliore, ma qualcosa non ha funzionato. Abbiamo sbagliato tutti. Lui, i giocatori, la società”.
Poi è arrivata la decisione di puntare su Paolo Vanoli: “Di lui ci è piaciuta tantissimo la convinzione di calarsi in una situazione come quella nella quale ci troviamo noi oggi con entusiasmo e determinazione. E poi ha avuto esperienze importanti, in prima persona o come vice, conosce Firenze e ha vinto qualcosa qui. Quando l’ho incontrato abbiamo avuto un colloquio di tre ore in cui ha parlato con franchezza e lucidità. Pensiamo che sia la persona giusta per affrontare questo momento”.
Per la Fiorentina infatti ora è giunto il momento di uscire dall’ultimo posto in classifica: “Ci vorrà sicuramente del tempo. Adesso è bene sapere che rialzarsi non sarà una cosa immediata, ma come ha detto Vanoli, già a Genova qualche segnale c’è già stato. Queste due settimane di sosta sono molto importanti perché hanno permesso al nuovo allenatore di studiare bene tutto. È molto preciso e puntuale, in pochi giorni ha voluto sapere tantissime cose. Dal cibo a come funziona il Viola Park”.
Avete paura di retrocedere? “Dobbiamo avvertirlo perché la classifica oggi è quella e sarebbe sbagliato pensare diversamente”.
Su Rocco Commisso: “Lui è il primo a soffrire di questa situazione perché come noi ci credeva tanto e ci ha dato tanto, tutto quello che gli abbiamo chiesto. Purtroppo con questi risultati non gli stiamo dando nessun motivo di soddisfazione. Rocco ha subito un’operazione e gli serve tempo per ristabilirsi al cento per cento. Conoscendolo fino a quando non sarà in forma per affrontare il viaggio e la permanenza in Italia, non verrà a Firenze. E Rocco, insieme a sua moglie Catherine, manca tanto anche a noi perché quando è stato qui è sempre stato di grande aiuto”.
Sul tema stadio e l’incontro con la Uefa, in cui sarà presente anche la sindaca Sara Funaro: “Noi saremo lì solo come uditori. La Uefa vuole vedere l’avanzamento dei lavori, avere garanzie e certezze che vengano rispettate le scadenze che sono state date a tutti quelli che si sono candidati per gli Europei. Quindi è un discorso progettuale e noi, ahimè, non abbiamo nulla da dire, anzi, abbiamo solo da sperare”.
In merito, ciò che più preoccupa però il dg viola è il fatto che la Fiorentina non è stata coinvolta nel progetto: “Non eravamo d’accordo su molte cose, siamo andati anche in tribunale, ma il Comune ha fatto di testa sua con il risultato che la Fiorentina sta perdendo un sacco di soldi e siamo già in ritardo sui lavori. La sindaca sa che se entro dicembre si riesce a siglare un accordo la Fiorentina farà parte del secondo lotto del progetto, ma per arrivate a quel punto mancano un sacco di informazioni che ancora non abbiamo. Ci devono dire se le nostre condizioni vanno bene e noi dobbiamo decidere se le loro previsioni di lavori ci stanno bene”.









