
Il neo tecnico della Fiorentina Paolo Vanoli ha da poco concluso la propria conferenza stampa di presentazione al Viola Park. “Forse era nel destino. Queste sfide mi danno energia e non ho paura”.
La Fiorentina si vuole rialzare dopo le prestazioni a dir poco disastrose dell’ultimo periodo. Archiviata l’era Pioli-bis, tocca al nuovo allenatore Paolo Vanoli prendere per mano una squadra che ha iniziato la stagione grandi ambizioni, ma che si ritrova all’ultimo posto in classifica dopo undici giornate.”Dovremmo mantenere la lucidità, l’ho detto anche ai ragazzi: per uscire da queste situazioni serve tempo, sacrificio e tanto lavoro. Lasciamo da parte il mercato, anche quando ho detto che c’è da mettere benzina è perché durante la sosta si deve lavorare. se iniziamo a parlare adesso di mercato non andiamo avanti“.
Prima di iniziare, il tecnico ci ha tenuto a fare anche con le proprie parole le condoglianze ad Amir Richardson per la scomparsa del padre: “Mi sembra doveroso partire con le condoglianze ad Amir. Ha perso un suo caro, in questo momento non sta bene e anche in futuro dobbiamo stargli vicino“.
Stuzzicato sul doppio impegno campionato-Conference (triplo se buttiamo dentro anche la Coppa Italia), Vanoli ha risposto: “Noi non dobbiamo fare la grande squadra, dobbiamo lavorare partita dopo partita. Campionato e coppa avranno obiettivi diversi ma noi dobbiamo solo pensare a lavorare. Dobbiamo darci piccoli traguardi. Ai giocatori ho sempre detto che possiamo essere anche i più bravi, ma siamo in fondo quindi adesso tutti devono dare il 100%. Dobbiamo lavorare con grande umiltà, ma con l’umiltà dei vincenti. E’ inutile guardarsi indietro, dobbiamo guardare avanti. Adesso dobbiamo dare qualcosa al nostro Presidente e ai nostri tifosi”.
“Episodi fuori dal campo? È come avere dei figli. Il sociale di oggi è così, la società ne deve essere consapevole e bisogna insegnare come comportarsi. A volte il giocatore sbaglia, sbaglio anche io che non sono capace a usarli i social. Bisogna prenderlo, far sedere il responsabile, capire il perché e fargli capire come ci si comporta. Anche questa è una crescita” ha aggiunto Vanoli.
Sulla difesa ha poi detto: “Guardando i dati, bisogna lavorare su tutto. Partiamo dalle cose più semplici, cosa che si è vista già a Genova. Siamo una squadra che prende tanti gol da calcio piazzato, ci manca attenzione. Partiremo anche da cose elementari, dalla lettera A. Diamo concretezza, poi quando avremo fiducia valuteremo anche altre cose. Abbiamo reagito e abbiamo capito cosa dovevamo portare a casa a Genova e mi è piaciuto. Dovevamo provare a vincere ma non perdere, ed è stato capito”.
Sulle critiche dei tifosi: “Dobbiamo essere noi a riconquistarli con sacrificio, voglia. Questo è quello che ho sempre detto in queste situazioni, dobbiamo essere noi a far contenti loro”.
Vanoli ha speso anche parole di incoraggiamento per Fagioli: “E’ un giocatore di qualità, ma deve dimostrare chi è. Io non devo stare a vedere chi è bravo ma chi porta risultati; con me gioca chi porta risultati. Oggi ci sono 5 cambi, e quando sento dire che al 60′ una squadra cala mi cadono i c******; vuol dire che chi entra non ha alzato il livello. Anche i giocatori hanno qualcosa da farsi perdonare“. Su Gudmundsson invece ha detto: “Non devo capirlo io, ma deve essere lui a capire me e anche velocemente. Lui come Fagioli sono giocatori di qualità ma devono dimostrarlo, deve cambiare la mentalità. E’ un giocatore importante in cui crediamo, oggi però ogni giocatore deve giocare per il compagno“.
“La condizione fisica dei ragazzi? I doppi allenamenti servono anche per conoscere meglio i ragazzi, far capire la mia idea, avere un centro così è una grossa opportunità e la voglio sfruttare. Stamani ho fatto i testi fisici, ma non per sapere le condizioni, ma perché devo avere i parametri a disposizione per sapere come lavorare su un determinato giocatore; Piccoli non ha il fisico di Dodò e non puoi lavorarci alla stessa maniera”.
Gli obiettivi di questa stagione per mister Vanoli sono chiari: “Ho detto ai ragazzi che abbiamo l”opportunità di scrivere una nuova pagina. Se ci attacchiamo ancora al passato diventa più difficile. Se succedono queste cose qua vuol dire che abbiamo sbagliato mas il calcio di dà l’opportunità di rifarti. Adesso lavoriamo per mettere altri tasselli dopo il primo che abbiamo messo a Genova. Qua ho vinto una Coppa Italia, e vorrei vedere in questi ragazzi la voglia che avevamo noi. La maglia della Fiorentina è una maglia pesante, e i ragazzi devono capire che sono in una realtà importante che vuole vincere e i ragazzi devono capirlo“.
“Il reparto offensivo? Il parco degli attaccanti è da sfruttare, la società ha lavorato bene. E’ normale che Piccoli e Kean sono due giocatori con caratteristiche molto simili, ma in prospettiva futura possono giocare insieme. Siamo fortunati ad averli“.








