Il centrocampista della Fiorentina Hans Nicolussi Caviglia ha parlato oggi in conferenza stampa a Coverciano: “Non è un momento facile per la nostra squadra, ma ora è giusto pensare alla Nazionale. Sono onorato della chiamata e darò tutto me stesso per la maglia”.

IL RAPPORTO CON KEAN – Il centrocampista nato ad Aosta e cresciuto nel settore giovanile della Juventus fece il suo esordio in Serie A l’8 Marzo 2019 in Juventus-Udinese, partita in cui Moise Kean siglò una doppietta: “Con Kean ho un rapporto unico, lo conosco da una vita e so che calciatore è. Non siamo delle macchine, ogni periodo è diverso ma l’importante è dare sempre il massimo. Moise è un bravo ragazzo che lavora sempre duro, può tirare fuori le sue qualità in ogni momento. Lo scorso anno ha fatto benissimo e credo che si confermerà, riuscendo a fare lo step decisivo per la sua carriera”.
LA CHIAMATA – Nicolussi Caviglia ha poi girato l’Italia, da Perugia a Parma, dal Sudtirol alla Salernitana, tornando un paio di volte alla casa madre. Nell’ultima stagione si è messo in mostra a Venezia – dove Di Francesco lo aveva soprannominato ‘Il professore’. Dopo l’acquisto da parte della Fiorentina e le buone prestazioni nelle prime uscite, ecco la prima chiamata in nazionale maggiore: “E’ un grande orgoglio per me arrivare da una regione così piccola come la Valle d’Aosta e ritrovarmi in Nazionale. Sono felice delle parole che Gattuso ha usato nei miei confronti, il sale della vita sono la curiosità e la volontà. Il mister mi ha dato un’opportunità, spero di ripagarla. Siamo fortunati a fare della nostra passione un lavoro, dobbiamo ricordarlo ogni volta che mettiamo piede in campo”.
CRISI FIORENTINA – Parlando della crisi di risultati della sua Fiorentina, il centrocampista sottolinea: “La situazione non è facile, ma preferisco differenziare il club dalla Nazionale. Penso una cosa alla volta e ora sono concentrato sull’Italia, della cui chiamato mi sento onorato.”
DA PIRLO A GUCCINI – “Mi sono sempre ispirato a Cruyff ma in Italia abbiamo avuto il play più forte di sempre, Andrea Pirlo, che per me è un altro grande modello”. Ma non c’è solo il calcio nella vita di Hans: suona il pianoforte, ama le letture impegnate – dai romanzi di Dostoevskij alle poesie di Wisława Szymborska – ed è un vero e proprio cinefilo: “Il mio percorso posso paragonarlo a ‘2001: Odissea nello spazio’. Si passano anche momenti difficili, ma poi si riesce ad andare avanti e a ottenere ciò che si vuole”. Anche i gusti musicali non sono banali: “Avere interessi nella letteratura e nel cinema mi dà la possibilità di pensare anche ad altro. Mio papà ascoltava Guccini e quindi lo ascoltavo, poi a Torino ho avuto la fortuna di incontrarlo e pranzarci insieme”.








