L’edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio accende i riflettori su Rolando Mandragora, protagonista silenzioso ma imprescindibile della Fiorentina targata Palladino. Il numero 8 gigliato si è confermato trascinatore anche nel successo contro il Bologna, risultando decisivo in due occasioni chiave nel finale di gara. All’81’, con un lancio millimetrico, ha pescato Kean in area, nonostante il centravanti non sia riuscito a superare Skorupski. Tre minuti più tardi, tuffandosi di testa su un rinvio di De Gea, ha nuovamente messo l’attaccante piemontese a tu per tu col portiere felsineo: stavolta, dopo una prima respinta, il gol vittoria è arrivato.
Nonostante la statistica ufficiale non gli assegni l’assist, il contributo di Mandragora è stato evidente. Ma non è solo una questione di giocate decisive: contro il Bologna ha percorso 11,5 chilometri, mentre nella sfida europea contro il Real Betis ha addirittura toccato quota 15. Numeri da maratoneta, testimonianza di una professionalità che va oltre il campo. Emblematico quanto accaduto dopo la recente trasferta di Roma contro la Roma: Mandragora si è imposto una sessione extra di recupero in piscina attorno alla mezzanotte.
Palladino, infortuni permettendo, non rinuncia mai a lui: 42 le presenze stagionali, e l’ultima sostituzione risale al 23 aprile. Una continuità impressionante, che rende ancora più sorprendente l’atteggiamento della società: finora non è arrivata alcuna proposta di rinnovo. Il contratto del centrocampista scadrà tra un anno e, nonostante gli interessamenti concreti di diversi club italiani, Mandragora ha sempre anteposto la maglia viola. È pronto a restare, e accoglierebbe con entusiasmo l’apertura di un dialogo.
Per ora, però, ogni discorso è rimandato: all’orizzonte c’è la trasferta di Udine. Poi sarà tempo di sedersi al tavolo.








