LA MENTE DI ROBIN GOSENS È L’ARMA IN PIÙ PER QUESTO FINALE DI STAGIONE

È arrivato a Firenze il 31 agosto del 2024, durante l’ultimo giorno di mercato, dopo aver vissuto le proprie esperienze all’Heracles, all’Atalanta, all’Inter e all’Union Berlino, eppure si è cimentato in pieno in questa nuova realtà come se ne facesse parte da 20 anni: Robin Gosens è questo ragazzo qui.

Fin da subito Robin si presenta come il ragazzo-calciatore che ha sorpassato l’incubo della depressione ai tempi dell’Union Berlino (anche causa il suo poco minutaggio in Germania) e ha sempre raccontato, da quando è arrivato a Firenze, di come il capoluogo toscano lo abbia davvero cambiato. Come se fosse un’altra persona, perché come ha detto lui stesso i calciatori possono sì essere privilegiati per il loro stile di vita e per lo svolgere il proprio lavoro che coincide con la passione (lo ha pronunciato proprio lui stesso), ma sono tutto tranne che dei robot. A volte, come detto dall’ex Atalanta, si sottovaluta tanto la pressione mediatica che possono avere questi ragazzi e di conseguenza si tende a sorvolare su aspetti che sono tutto tranne che scontati.

Proprio in questi giorni Robin Gosens, di recupero dall’infortunio recente, ha avviato un podcast nominato “Wie geht’s podcast” (tratta l’argomento della salute mentale) in cui lo stesso calciatore prova a rispondere in modo più approfondito alla classica domanda “Come stai?” che ormai si chiede a tutte le persone che si incontrano per strada anche solo come intercalare per avviare una conversazione. Robin vuole invece andare molto più nel profondo andando a capire anche come un “Si, sto bene, tu?” possa essere davvero bugiardo il più delle volte.

L’annuncio del podcast del calciatore assieme a Nils Straatmann è stato presentato così:

Come stai? Sembra una domanda abbastanza facile e banale. La si sente ogni giorno per segnalare l’interesse dell’altra persona. Ma quante volte si risponde seriamente. questa domanda? Se siamo sinceri diciamo “Bene e tu?” quasi di riflesso. Ma nella maggior parte dei casi questo non rispecchia la realtà. Perché spesso è molto più complessa. Solo che nessuno vuole coinvolgere l’altro in una conversazione più approfondita o semplicemente non ha voglia di dire la verità. E allora è molto più facile rispondere con un bene.

Nel mio podcast proviamo a rispondere in modo più profondo a questa domanda. Ognuno ha le sue difficoltà. Ognuno ha i suoi periodi dove le cose non girano, dove ci si sente un po’ giù. E ognuno qualche volta soffre, perché non vede la soluzione per uscire da una situazione. In quei momenti abbiamo bisogno magari di una mano da un altro. Ma questa arriverà solo se si parla. Nel mio podcast parliamo, ci apriamo. Perché io credo che solo aprendosi possiamo superare un momento di difficoltà. Vorrei condividere il messaggio che la salute mentale non è un trend, non è una parola banale. È un tema molto serio che va affrontato seriamente. Mi auguro che questo podcast riesca a trasmettere il messaggio che vale la pena aprirsi in momenti brutti”.

Con ciò possiamo capire anche quanto Gosens sia cresciuto dopo aver oltrepassato l’aspetto della depressione a Berlino e di come stia provando a portare questa mentalità anche a Firenze e a tutta la squadra della Fiorentina. Mentalità da leader, da capo gruppo, da capitano, che mancava tanto alla Viola e che manca tanto anche all’Italia.

Il cervello e la mentalità di Robin possono essere determinanti e possono essere davvero il dodicesimo e il tredicesimo uomo in campo per la Fiorentina in questo finale di stagione: un aspetto del genere può sempre aiutare dopo una brutta sconfitta, dopo un brutto episodio per provare a risollevare l’umore di tutti i compagni (oltre a quello di se stessi). Anche il fatto di essersi trasferito alla Fiorentina da agosto e di aver già preso casa a Firenze è sinonimo di appartenza: tutto ciò significa che Robin davvero voleva questo trasferimento e voleva davvero trasmettere tutto ciò che, secondo il mio modesto parere, mancava da anni e anni a Firenze.

Grazie Robin per ciò che stai portando a questa città e alla Fiorentina: approfondisci l’argomento del tuo podcast perché qualcuno sottovaluta aspetti che spesso possono incidere tantissimo sulle PERSONE, non sui calciatori.

Lunga vita a Robin Gosens.

Robin Gosens al “Wie geht’s Podcast”

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