Opponent Analysis: il Sassuolo di Aquilani

In vista della sfida di stasera contro la Fiorentina, diamo uno sguardo più approfondito sul Sassuolo di Alberto Aquilani. Grazie ai dati forniti da Luca Masini abbiamo analizzato il match contro il Como (terminato 2-0 per i lariani). Sedici fotogrammi fra il 1′ e il 18′, sullo 0-0, ci raccontano le basi e i principi, i pregi e i difetti dei neroverdi. Nel primo tempo la partita è stata equilibrata e si è decisa nel quarto d’ora dopo l’intervallo. Il Sassuolo costruisce bene, pressa poco e a strappi, e difende male: ha subito gol in tutte e nove le giornate, 6 dei 22 fra il 46′ e il 60′.

La formazione. Sassuolo (4-3-3): Turati; Van der Brempt, Ćaleta-Car, Candé, Obrador; Adžić, Matić, Bakola; Berardi, Bowie, Domínguez.

Costruzione dal basso

I due centrali si aprono ai lati dell’area con Turati. I terzini sono già alti, all’altezza dei due centrocampisti: la seconda linea è a quattro. I terzini stanno in media alla stessa altezza di Bakola: il 2+4 non è un’immagine isolata, è la posizione abituale della partita. Se il pallone si recupera mentre il Sassuolo costruisce, dietro restano due difensori. È il momento in cui attaccare subito la porta.

Il passaggio parte dalla linea difensiva, taglia il primo pressing del Como e arriva a un compagno libero a centrocampo.

Il fotogramma è del 17′, proprio quando il Sassuolo esce dai primi quindici minuti di sofferenza e raddoppia la presenza nell’ultimo terzo: il passaggio verticale dal centrale è lo strumento con cui ci riesce. La Fiorentina dovrà riuscire a chiudere la linea di passaggio verso Matić e verso il centrocampista che si abbassa vale più che aggredire il centrale con il pallone.

Dalla zona del centrale possono partire anche lanci verso la fascia lontana, dove l’esterno è solo sulla linea laterale.

L’ampiezza a destra è vera: Berardi e Van der Brempt giocano attaccati alla linea laterale. Il cambio di gioco funziona finché la partita è ordinata. Come mostrato dalla tabella sotto, nella ripresa la precisione dei lanci crolla. L’esterno viola sul lato lontano non dovrà stringere troppo: il cambio di gioco del Sassuolo cerca proprio lui.

Sulla fascia sinistra il Sassuolo porta tre giocatori contro uno o due del Como. Lo spazio da attaccare (tratteggiato) è davanti, verso l’interno.

Due attacchi su tre del primo tempo passano da sinistra. Contro il Como sulla fascia sinistra hanno giocato Obrador e Dominguez, stasera da quella parte ci saranno Laurienté e Doig, cioè la catena più produttiva della stagione: Laurienté è il primo della squadra per minaccia prodotta senza cross. La fascia destra viola con Jiménez e Mastantuono deve difendere in due e chiudere la strada verso l’interno, non verso il fondo.

Ampiezza e occupazione dell’area

Il pallone viaggia sulla fascia lontana verso il fondo. In area ci sono tre uomini (1, 2, 3) su primo palo, centro e secondo palo.

L’area il Sassuolo la riempie: nel primo tempo tocca in area quasi il doppio dei palloni del Como. Ne esce però un solo tiro dall’interno. È lo schema, non l’arma: in stagione crossa meno della media. Difendere l’area con i centrali e la mezzala del lato debole basta; il pericolo vero è sul secondo pallone, non sul cross.

Fase di non possesso

Senza palla il Sassuolo schiera un 4-4-2: due punte, quattro centrocampisti e quattro difensori vicini e stretti; tre linee verso il centro, poca distanza fra centrocampo e difesa.

Il blocco tiene per un tempo e poi si rompe: a Como i due gol arrivano al 49′ e al 60′. È lo stesso andamento della stagione, in cui i neroverdi hanno subito 6 dei 22 gol presi in A nel primo quarto d’ora della ripresa. E’ lì che la Fiorentina dovrà spingere perchè il blocco del Sassuolo cede più spesso.

Il Sassuolo porta otto giocatori (da 1 a 8) fino all’area del Como, ognuno con un riferimento.

La pressione c’è e produce recuperi alti, più della media. Però arriva a strappi: sull’intera partita resta poco intensa e nel quarto d’ora del fotogramma il Como ha comunque comandato il campo. Contro questa pressione bisogna reggere i primi minuti: l’onda passa, e dietro lascia spazio.

Quando il difensore ferma il pallone con la suola, partono due uomini.

Il difensore del Como controlla da fermo. Due giocatori del Sassuolo partono insieme, uno sul portatore e uno sull’esterno vicino. Il segnale in sé i numeri non lo vedono. Vedono l’effetto: il Sassuolo recupera in alto più della media (3,8 palloni riconquistati nell’ultimo terzo a partita, l’ottavo dato più alto in A), ma provoca pochi errori pericolosi (16,1, diciannovesimo posto in A). Pressa bene sul segnale, poco per il resto. E’ fondamentale quindi non stoppare da fermo in costruzione: il primo controllo deve già orientare il pallone.

In questo caso, tre uomini chiudono il portatore contro la linea laterale

Il portatore del Como è chiuso da tre giocatori vicino alla linea laterale, e il pallone viene recuperato nella sua metà campo. La trappola sulla linea laterale è il punto di forza della pressione, e il suo uomo è Bakola, il migliore del Sassuolo a Como. Vicino alla linea laterale dunque serve sempre un appoggio corto all’indietro o all’interno: senza, il terzino avversario resta chiuso in tre.

Ogni giocatore ha sempre un avversario di riferimento, anche lontano dal pallone: il Sassuolo gioca uomo su uomo a tutto campo.

Nei duelli individuali il Sassuolo ha vinto la partita: a Como l’uomo su uomo ha tenuto. Il limite è altrove, nello spazio che resta alle spalle quando la marcatura salta. Contro l’uomo su uomo servono scambi di posizione e smarcamenti in profondità: chi segue l’uomo libera spazio.

La squadra di Aquilani può andare in difficoltà quando gli avversari sfruttano lo spazio tra terzino e centrale.

Il terzino sinistro del Sassuolo resta largo, i centrali scivolano verso il pallone: fra i due si apre il corridoio tratteggiato, e nessuno lo copre. Il Como ha attaccato soprattutto sul lato sinistro del Sassuolo, quello di Obrador e Candé, e il suo uomo migliore giocava proprio lì. Per la Fiorentina in quella zona ci sarà Mastantuono, ma sarà importante anche il compito della mezzala destra che può attaccare proprio quello spazio.

Il Como tiene un uomo sulla linea laterale (1) e uno che attacca alle spalle della linea (2). Il lancio va nello spazio fra terzino e centrale, scoperto.

Gli ultimi due fotogrammi mostrano la peggiore fase difensiva del Sassuolo. Quando l’avversario allarga e allunga il campo nello stesso momento, il terzino deve scegliere fra l’uomo largo e quello in profondità, e il centrale non scala. Interessante la sfida tra Doig e il centrale sinistro neroverde contro la catena destra viola con Mastantuono largo e Jiménez, o una mezzala, a tagliare alle spalle: è la combinazione che a Como ha aperto la difesa. Mastantuono porta palla in area 2,54 volte ogni 90′ (94° percentile).

Transizioni e palle inattive

Ripartenza dopo un angolo a sfavore: sull’angolo avversario tre uomini restano alti per attaccare la linea.

Sull’angolo del Como tre giocatori del Sassuolo restano a metà campo. Appena il pallone è allontanato, il lancio li cerca contro la linea difensiva avversaria. Il fotogramma dice che le ripartenze da calcio d’angolo sono preparate: tre uomini lasciati alti non sono un caso. La Fiorentina batte molti angoli. Su ognuno servono almeno tre uomini in copertura, per non concedere il tre contro due.

Attenzione alle punizioni laterali, dove Adžić si inserisce da dietro e si rende spesso pericoloso.

Sulla punizione dalla trequarti, Adžić gira attorno ai compagni e va sul secondo palo. Il Sassuolo batte pochi angoli ma segna da palla inattiva più della media. A Como la punizione non ha prodotto nulla; in stagione l’arma funziona, e Adžić è l’uomo che arriva da dietro, il più difficile da prendere. Sulle punizioni laterali Adžić va marcato a uomo, non lasciato alla zona: parte fuori dal gruppo. La Fiorentina subisce molti tiri di testa, 26 su 129.

Chiavi per la partita

Recuperare palla durante la costruzione. Il Sassuolo costruisce con due soli uomini bassi: un recupero in quel momento è un’occasione.
Reggere la prima onda di pressione. Arriva a strappi, sul controllo da fermo e contro la linea laterale. Primo controllo orientato e appoggio sempre vicino.
Attaccare il corridoio fra terzino sinistro e centrale. Ampiezza e profondità insieme sulla destra viola, con Mastantuono e Jiménez.
Spingere a inizio ripresa. Il blocco tiene un tempo; a Como, e in stagione, cede subito dopo l’intervallo. Palle inattive. Adžić a uomo, tre in copertura sugli angoli. Il Sassuolo segna sui calci piazzati e riparte dai nostri angoli.
Chiudere la sinistra del Sassuolo verso l’interno. Due attacchi su tre passano di lì; Laurienté va accompagnato verso il fondo, non dentro al campo.

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