È tutto pronto: stasera alle ore 20:45 la Fiorentina affronta il Venezia. I ragazzi di Paolo Vanoli sono chiamati a rialzarsi dopo un avvio di campionato da incubo. Prima però c’è da superare l’ostacolo Venezia, squadra che, nonostante un inizio di stagione poco esaltante, potrebbe mettere in difficoltà la Fiorentina. Analizziamo insieme la squadra di Stroppa grazie ai dati forniti da Luca Masini.
IDENTITÀ DI GIOCO GENERALE
Il Venezia ricerca molto il possesso del pallone, portando nella metà campo avversaria molti uomini al fine di creare una certa densità. Una volta persa palla, i giocatori vanno immediatamente alla riconquista e, in alcuni casi, commettono fallo per fermare l’azione. La squadra sfrutta moltissimo le corsie, recuperando palla a centrocampo e ricercando la superiorità sugli esterni per arrivare al cross.
INNESTI DAL MERCATO E SITUAZIONE INFORTUNI:
Il mercato ha regalato al tecnico Giovanni Stroppa diversi nuovi innesti: due punte di spessore come Adams dal Siviglia (10 gol nella Liga 25/26) e Rrahmani dello Sparta Praga, che protegge palla spalle alla porta. A centrocampo sono arrivati Basic, l’ex viola Sohm ed Helgason. In difesa, Moreno, Bella Kotchap, Halhal, Correia e lo svincolato Juan Jesus. La situazione infortuni non è rosea: sono attualmente fermi ai box Bella Kotchap, Franjic, Basic e Dagasso. A centrocampo potrebbe dunque partire dall’inizio Simon Shom, chiamato ad un lavoro di grande sacrificio per la squadra.
COME SI SCHIERANO IN CAMPO?

Questa la formazione scelta da Stroppa in occasione della gara contro il Milan: osserviamo un 3-5-2 classico, che in fase di possesso si trasforma sostanzialmente in un 3-1-2-4, con i braccetti che si alzano a fare da esterni d’attacco veri e propri.
3-5-2 base (probabile per il Penzo)
YEBOAH ADAMS
HAPS SOHM BUSIO KIKE PÉREZ HAINAUT
JUAN JESUS / MORENO HALHAL SCHINGTIENNE
STANKOVIC
Per la gara di questa sera sembrano esserci alcuni nodi di formazione: in difesa ballottaggio Moreno/Juan Jesus, a centrocampo Sohm o Toni Fernandez. In dubbio anche Haps, pronto dunque Sagrado.
In possesso: 3-1-2-4
HAPS YEBOAH ADAMS HAINAUT
SOHM KIKE PÉREZ
BUSIO
JUAN JESUS / MORENO HALHAL SCHINGTIENNE
STANKOVIC
L’occupazione degli spazi è uno dei principi cardine di questo Venezia: i quinti si allienano alle punte, le due mezzale salgono lasciando solo un centrocampista davanti alla difesa, come si può osservare anche da questa immagine.

In fase di non possesso, invece, la squadra difende con un classico 5-3-2, con i quinti di centrocampo che si abbassano sulla linea di difesa.
In non possesso: 5-3-2
YEBOAH ADAMS
SOHM BUSIO KIKE PÉREZ
HAPS JUAN JESUS / MORENO HALHAL SCHINGTIENNE HAINAUT
STANKOVIC
SVILUPPO DELL’AZIONE IN FASE DI POSSESSO:
La squadra tende a costruire dal basso: i difensori o il mediano ricevono palla da Stankovic, per poi cercare i centrocampisti o i braccetti rimasti larghi. Il lancio lungo per le punte è un’opzione di emergenza.

L’azione si sviluppa con un triangolo braccetto-quinto-mezzala, con Yeboah spesso pronto a ricevere il pallone. L’uno contro uno del quinto può inoltre essere una soluzione per poter affondare sulla catena.

I quinti allineati alle punte costringono i terzini avversari ad abbassarsi, liberando le trequarti laterali per le mezzali ed il braccetto. La soluzione finale può essere il cross o il passaggio a rimorchio per i centrocampisti, spesso pronti al tiro.

I cross sono un rischio contenuto se i centrali restano in area e il terzino lontano stringe sul secondo palo: il pericolo vero è la respinta sul limite, dove arrivano i tiratori.
FASE DI NON POSSESSO:
Quando la squadra avversaria riparte, le punte vanno in pressione sui centrali, un terzo uomo sul portiere, e i quinti sui terzini. Pressando alto, si costringe la squadra avversaria al lancio lungo.

In caso di lancio lungo, i braccetti copriranno sull’uomo anche oltre la metà campo, cercando di vincere il duello aereo. La Fiorentina potrebbe subire lo stesso meccanismo, Fagioli per primo. Con la pressione a uomo i conti sono pari, l’uomo libero è De Gea e l’uscita corta non dovrà essere cercata a tutti i costi; il lancio non va sull’esterno, dove il braccetto vince l’uno contro uno, ma sulla punta nel canale fra centrale e braccetto.
Dopo il superamento della pressione, si crea il 5-3-2 classico: i quinti ripiegano sulla linea di difesa, i centrocampisti formano la linea dei tre.

LE TRANSIZIONI
In transizione offensiva, i quinti attaccano le fasce con i centrocampisti che accompagnano. Adams attacca dunque la profondità. Il vero punto debole del Venezia sono in realtà le transizioni difensive: i quinti sono alti, le mezzali al limite dell’area ed un braccetto si è spinto in avanti. La situazione ideale per poter affondare.
CALCI PIAZZATI:
Quando sono a favore, i tre centrali vanno a saltare. Un limite della difesa lagunare sono stati quelli a sfavore, con diverse incertezze in fase difensiva (gol di Tiago Gabriel e Raimondo).
COSA DOVRÀ SFRUTTARE LA FIORENTINA?
Mastantuono e Njie saranno chiamati ad affondare alle spalle dei quinti. Saranno importanti i cambi di gioco sul quinto opposto in ritardo. Nell’ultima mezz’ora, eccezion fatta per la gara contro il Frosinone, il Venezia perde di brillantezza. Per questo potrebbero essere importanti gli ingressi di Gnonto o di una mezzala come Atta o Brescianini.
In fase di attesa sarebbe ideale schierarsi con un 4-5-1, accorciando nello stesso modo in cui il Venezia pressa alto. Mastantuono e Njie saranno probabilmente raddoppiati da terzino e mezzala, come sottolineato dallo stesso Stroppa.
Sarà una gara ricca di insidie che la Fiorentina non potrà assolutamente permettersi di sbagliare.









