Opponent analysis: il Lecce di Di Francesco

Domani sera alle 20.45 al Via del Mare di Lecce ci sarà una partita importantissima in ottica salvezza tra i salentini di Di Francesco e la Fiorentina di Paolo Vanoli che, in caso di trionfo, metterebbe un’ipoteca sulla permanenza in Serie A. Il Lecce invece deve rispondere al pareggio della Cremonese con il Torino e quindi andiamo a scoprire ed analizzare la squadra allenata da Di Francesco.

STATISTICHE

Stato della squadra

Il Lecce arriva alla sfida con la Fiorentina al diciottesimo posto in classifica con 27 punti all’attivo: i salentini hanno i peggiori numeri del campionato italiano per quanto riguarda la fase offensiva. L’XG dei pugliesi è l’ultimo della Serie A e un altro dato abbastanza preoccupante è che quando all’andata il Lecce vinse a Firenze per 1-0 (gol di Medon Berisha, ndr.) la squadra di Di Francesco aveva creato comunque meno della Fiorentina di Pioli.

Produzione offensiva

La produzione offensiva del Lecce è molto preoccupante, è la peggiore in Serie A in termini di XG per partita, XG open play e Set Piece XGA. Nonostante ciò però, grazie anche ad una difesa molto aggressiva riesce a concedere meno occasioni nitide (XG) di quanto si pensi. Il vero “buco nero” della difesa salentina riguarda i calci piazzati, in cui sono i peggiori in Serie A, e in generale negli spazi tra reparti. I punti fatti dal Lecce (27) sono in perfetta linea con gli xPTS: i punti ottenuti sono perfettamente in linea, il valore della squadra è quello.

SISTEMA DI GIOCO

Il modulo base del Lecce di Di Francesco è un 4-2-3-1 che in fase di possesso diventa un 3-1-3-3/2-3-1-4 con il portiere Falcone che partecipa in modo attivo al mantenimento della sfera spesso con lanci diretti verso il vertice destro del campo. Quando i salentini non hanno il possesso del pallone il Lecce solitamente si piazza con un 4-1-4-1/4-4-2, anche se in casi di emergenza è in grado anche di rifugiarsi con una difesa a 5 o addirittura a 6. L’idea di Eusebio di Francesco è molto forte: pressing alto aggressivo + verticalizzazione immediata in transizione. Va anche detto però che il limite della squadra pugliese riguarda l’uscita in pressione con i centrocampisti che faticano a scivolare in copertura e si aprono buchi enormi tra le linee.

LE SITUAZIONI DIFENSIVE DA SFRUTTARE

In pressione si crea spazio dietro

La prima situazione da monitorare è quella accaduta in occasione di Napoli-Lecce al minuto 4’: nel momento in cui i centrocampisti del Lecce escono ad aggredire il portatore, alle loro spalle si crea un corridoio centrale enorme: la freccia rossa indica il filtrante che il Napoli può servire fra le linee, con il cerchio che evidenzia lo spazio libero tra mediana e difesa. Si tratta di un problema del Lecce di Di Francesco e la Fiorentina può sfruttare ciò con il centrocampista basso (in questo caso Fagioli) che salta la prima linea con verticalizzazione interna verso le mezzali. In seguito movimento incontro di Gudmundsson o della mezzala (Brescianini/Mandragora/Ndour) fra le linee quando Coulibaly/Ramadani escono.

Difesa a zona, ma uscita aggressiva su palla scoperta

Come si nota in questa situazione al 5’ minuto di Lecce-Cremonese, i difensori del Lecce (in particolare Gaspar) si staccano molto per anticipare quando la palla è scoperta. È una scelta che porta intercetti decisi, ma se l’avversario regge il primo contrasto o serve un terzo uomo, il difensore lascia un buco verticale che l’attaccante può attaccare in corsa. La Fiorentina può sfruttare questa situazione con i contromovimenti di Piccoli: appoggio corto per attirare l’attenzione dei compagni e poi scarico verso la mezz’ala.

Gli esterni bassi sono molto aggressivi

L’ultima occasione che la Fiorentina può sfruttare è quella dei terzini molto aggressivi. In occasione di Lecce-Cremonese al minuto 6’ Veiga esce sul portatore lasciando molto spazio dietro. La Fiorentina può sfruttare questa opportunità con il lancio diagonale dietro il terzino appena esce. Situazione ideale per la velocità di Solomon o di Gudmundsson. Un’altra situazione che potrebbe caratterizzare la partita sono le sovrapposizioni di Dodô sul lato di Antonino Gallo.

QUANDO IL LECCE È VULNERABILE

Solitamente il Lecce parte molto bene ma poi cala drasticamente (a livello di prestazioni). Il quarto d’ora tra il 61’ e il 75’ minuto è il momento della partita in cui i salentini offrono le peggiori prestazioni e di conseguenza la viola potrebbe sfruttare ciò con un cambio “di gamba” come potrebbe essere l’entrata di Gudmundsson o di Solomon.

IL PROBLEMA DEL LECCE: I CALCI PIAZZATI

I calci d’angolo per la Fiorentina potrebbero essere un’ottima occasione per creare problemi al Lecce: è la peggior squadra su calci piazzati (da difendere) e quindi i viola dovranno cercare spesso Pongracic/Ranieri sul secondo palo per mettere in difficoltà i salentini. Va anche però specificato che il Lecce è pericoloso sui calci d’angolo a favore: cinque le reti su corner da parte della squadra di Di Francesco, dato non da sottovalutare.

L’ANDAMENTO DELLE ULTIME 5 GARE

Il Lecce ha ottenuto una sola vittoria nelle ultime cinque partite di campionato (contro la Cremonese in uno scontro salvezza di fuoco). Per il resto le prestazioni dei salentini sono state scadenti e soprattutto sempre le stesse: pochissimo possesso, pochi tiri in porta (spesso di bassa qualità) e solo delle gran prove fisiche.

PROBABILE UNDICI TITOLARE

Il Lecce molto probabilmente si schiererà con Falcone tra i pali, Veiga-Siebert-Tiago Gabriel-Gallo davanti al portiere romano. A centrocampo Di Francesco si affiderà a Ramadani e Coulibaly con Pierotti-Gandelman e Banda alle spalle di Stulic.

Interpreti chiave

Partiamo da Falcone che è un ottimo portiere e che spesso agirà con i lanci lunghi verso il vertice destro del campo (verso Danilo Veiga/Siebert). Proseguiamo con Veiga e Gallo che sono due terzini molto aggressivi e non sempre coperti, di conseguenza dietro potrebbero lasciare voragini. Ramadani è il regista di questo Lecce, forte tecnicamente ma leggero fisicamente, è molto passivo nei duelli fisici. Sempre a centrocampo Coulibaly/Kaba sono due ottimi profili dinamici per i salentini e spesso sono bravi in fase di copertura sugli esterni (specialmente il secondo). Infine concludiamo con l’attacco: N’Dri/Stulic sono delle buone alternative offensive, mentre per quanto riguarda gli esterni dietro (Banda/Tete Morente/ Pierotti/Sottil) si trattano di ali offensive che attaccano spesso in modo abbastanza prevedibile senza contro movimenti.

CHI TENERE D’OCCHIO

Medon Berisha è il pericolo più grande del Lecce: ottimo centrocampista con grandi doti di inserimento. Grande tiratore di punizioni e corner, ha il 63.2% di tackle riusciti, ma ha una scarsa reattività nello stretto.

Un altro calciatore da tenere in considerazione è Tiago Gabriel: rivelazione del Lecce di quest’anno, grande muro difensivo che spesso si è dimostrato una minaccia sui calci piazzati. Il suo limite sono i dribbling difensivi, in cui è poco brillante. È un grande marcatore individuale: in costruzione la Fiorentina dovrebbe cercare di affiancarlo presto per costringerlo al passaggio frettoloso.

Poi c’è Siebert, centrale difensivo alternativo che ha ottime doti in fase difensiva, ma è poco propositivo e quindi la Fiorentina deve tentare molto spesso attacchi aerei sul suo lato.

Infine concludiamo con Ngom che ha ottime percentuali su xG Chain (39) e carry xThreat (39), ma è un profilo da subentrante, è capace di creare quell’imprevisto nell’ultima fase della partita. Nel caso in cui subentrasse al 60’ la Fiorentina dovrebbe alzare l’attenzione sui terzini per provare a limitarlo.

5 GARE DEL LECCE DI RIFERIMENTO

La prima partita del Lecce da prendere in riferimento è quella fatta a Roma contro i giallorossi. I salentini perdono 1-0 ma offrono la miglior prestazione del loro campionato (squadra ordinata compatta e in grado di creare pericoli in contropiede). Un’altra gara da guardare è sicuramente quella vinta contro la Cremonese in casa per 2-1, si è trattata di un modello di gestione contro un’avversaria di pari livello.

Sono da visionare anche partite in cui il Lecce è stato devastato: nelle due partite contro l’Atalanta possiamo vedere come una squadra che gioca con grande ritmo e ottime idee possa schiacciare totalmente il Lecce di Di Francesco. Questo dovrebbe essere il riferimento principale per la partita che dovrebbe giocare la Fiorentina.

Infine concludiamo con le ultime due gare da prendere in considerazione: quella contro il Bologna al Dall’Ara in cui il Lecce perse 2-0 (salentini schiacciati, altra prova del fatto in cui la squadra di Di Francesco viene devastata quando gli avversari sono di una qualità fisica superiore) e quella contro il Napoli (vinta dagli azzurri per 2-1, ndr.) che è l’esempio chiaro di come si attacca lo spazio dietro la linea di centrocampo del Lecce.

COME LA FIORENTINA PUÒ VINCERE LA PARTITA

In fase di possesso la Fiorentina dovrebbe intanto saltare il primo pressing con costruzione parziale del gioco: il Lecce spesso esce alto e non organizzato. Fagioli e Gudmundsson domani potrebbero essere due calciatori chiave su cui fare riferimento considerando le loro qualità tecniche e altri due consigli per i viola domani potrebbero essere quelli di attaccare spesso sulle fasce e sfruttare molto i calci piazzati che è un vero e proprio problema per i salentini.

In fase di non possesso invece la Fiorentina dovrebbe andare in pressing alto su Falcone e sui due terzini dati i loro limiti tecnici. In più altre due ottime mosse potrebbero essere quelle di marcare stretto Stulic per non dare punti di riferimento al Lecce e quello di raddoppiare Berisha con i due mediani.

Infine per quanto riguarda la gestione della partita la Fiorentina dovrebbe evitare di concedere falli negli ultimi 25 metri (a causa della qualità di Berisha e dei colpi di testa pericolosi dei centrali che salgono). Inoltre i viola dovrebbero far particolare attenzione dal 60’ al 75’, periodo in cui il Lecce crolla spesso a livello fisico, e alla possibile entrata di Ngom che molte volte da subentrante riesce a dare quel qualcosa in più ai salentini.

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