I social network diventano ancora una volta il ring per uno scontro a distanza tra personaggi pubblici. Questa volta i protagonisti sono Kristian Pengwin, seguitissimo tipster e commentatore calcistico del web, e Moise Kean, attaccante della Serie A e della Nazionale Italiana.
A innescare la bomba mediatica è stato lo stesso Pengwin, che ha deciso di pubblicare nelle sue Instagram Stories gli screenshot di una conversazione privata (in Direct Message) avuta proprio con il calciatore, mostrando uno scambio di battute dai toni decisamente accesi e minacciosi.
Stando a quanto si evince dagli screen condivisi, la ruggine tra i due sarebbe nata a seguito di alcuni commenti fatti dal Pengwin.
La conversazione inizia con Kean che si rivolge all’influencer con un perentorio: “Tu parli un pò troppo…”. Alla richiesta di chiarimenti da parte del Pengwin, l’attaccante risponde con una frase shock dai toni intimidatori: “Tu sai di cosa parlo, mettiti la lingua in c*** se no te la metto io, fai tu”.
Il Pengwin non si lascia intimorire e prova a riportare la conversazione su binari civili, invitando il giocatore a spiegarsi a parole: “Bro parlami bene che qui non stiamo cantando. Se hai problemi, scrivi. Ti sei per caso offeso per il commento post partita vergognosa contro la Bosnia?”.
La reazione di Kean, tuttavia, è quella di tagliare corto rifiutando il confronto verbale e proponendo un incontro faccia a faccia dalle tinte fosche: “Fra vediamoci la finiamo li. Io son di poche parole. Non sto qua a scriverti. Perdere tempo con un commentatore vediamoci la chiudiamo lì”. Sopra questo screen, l’influencer ha aggiunto una didascalia eloquente: “Sono questi i ‘valori’ del calcio italiano?”.

Lo sfogo del Pengwin
La vicenda non si è chiusa con la pubblicazione della chat. In una Story successiva, rigorosamente a sfondo nero, Il Pengwin ha pubblicato un lungo e duro sfogo, condannando senza mezzi termini il comportamento del calciatore.
“Siamo davvero arrivati a questo punto? Un calciatore di Serie A che prova ad intimidire con aria da prepotente e superiore?” esordisce l’influencer, dicendosi senza parole ma fermo nelle sue convinzioni.
Il Pengwin rivendica poi le sue origini umili in contrapposizione all’arroganza percepita dall’atleta: “Vengo dalla fame, dall’acido delle piscine che mi bruciava le ginocchia e la vita mi ha insegnato che il rispetto viene prima di soldi, fama e qualsiasi altra cosa”.
L’attacco finale è frontale e tira in ballo anche la maglia azzurra, con parole che pesano come macigni: “Questo fare mafioso non mi appartiene e non dovrebbe appartenere nemmeno ad un giocatore che, seppur con scarsi risultati, ad oggi rappresenta il mio paese. Ma se questi sono i valori di chi ci rappresenta, inizio a capire meglio il motivo per cui il Mondiale ormai lo vediamo solo col binocolo”.








