“E’ come un viaggio che la Fiorentina ha già fatto altre volte. Troppe volte. Anche se il finale, almeno ieri con il Pisa, non è stato traumatico“. La Nazione analizza la gestione della gara da parte di Vanoli, soffermandosi sulle sostituzioni e sul finale di gara, dove la Fiorentina ha rischiato un’altra volta di essere ripresa. La Viola ha infatti segnato solo 6 gol (2 su azione, 3 su rigore e uno da calcio d’angolo) dal 70° minuto, subendone 11. In totale fanno 6 punti persi.

La squadra, nonostante quell’improvviso svegliarsi del Pisa, ieri ha retto. Ha saputo chiudere bene porta e spazi (con De Gea ma anche con la lucidità dei suoi centrali, Ranieri e Pongracic) e portare nello spogliatoio il risultato. Ma ieri un’altra ripresa a bassa, bassissima tensione. Una volta azionata la girandola delle sostituzioni, anzichè rafforzare la struttura del gioco viola, l’inerzia finisce per renderla più vulnerabile. Gli innesti di Fazzini, Comuzzo, Fabbian e Piccoli non sono stati certo una scintilla per accendere gioco e idee ma, al contrario hanno finito per disperdere anche quelle trame (buone) che la Fiorentina aveva messo insieme nel primo tempo. Cambi, fra l’altro, arrivati comunque tardi rispetto a quando ce lì saremmo aspettati, quasi ci fosse una sorta di timore preconcetto sul da farsi a partita in corso dopo i tanti schiaffi presi nei paraggi del 90′ dalla squadra di Vanoli. Un aspetto, questo, su cui al Viola Park si dovrà riprendere a lavorare con grande attenzione.








