Domani alle 18:30 è in programma all’Artemio Franchi di Firenze il derby tra Fiorentina e Pisa, crocevia fondamentale per le speranze di salvezza di entrambe le squadre. La Fiorentina deve rispondere ai risultati del weekend delle sue dirette concorrenti, mentre per il Pisa sembra essere un’ultima chiamata per rimanere attaccati al treno salvezza. Andiamo, quindi, ad analizzare la squadra nerazzurra sotto la guida di Gilardino prima e Hiljemark poi.
Statistiche
Stato della squadra
Il Pisa è tra le peggiori squadre del campionato, 19esima con 15 punti, ma non meriterebbe la posizione in classifica che occupa: infatti è 15esima per expected points e si vede anche dall’indice di Game Control che si tratta di una squadra che sa stare bene in campo e in alcuni frangenti prova anche ad essere propositiva, posizionandosi al 15esimo posto anche in questa classifica.
Produzione offensiva
Il Pisa ha una “buona” produzione offensiva, poco supportata però dalla capacità realizzativa dei propri interpreti (solo 20 goal fatti con più di 34xG). I suoi migliori marcatori sono Moreo (5 reti) e Nzola (3) passato però in prestito al Sassuolo. Non buona invece la capacità di creare pericolo sui calci piazzati, con solo 0.1 xG creato di media.
Efficacia offensiva
Si vede però che la squadra ha bisogno di sbilanciarsi tanto e creare tanti xT (noni per questo dato) perché il rapporto tra xG e xT è il peggiore in Serie A.
Fase difensiva
Gli xT che abbiamo visto prima sono evidentemente indice di una squadra sbilanciata e questo si vede dal fatto che si tratta della peggior fase divensiva del campionato per xG concessi, e sui calci da fermo subiti è terzultima, subito sopra a Fiorentina e Lecce.
Efficacia difensiva
Come anticipato è una squadra che per incidere si deve sbilanciare concedendo tanto agli avversari (peggiori xT della serie A). Il numero sul rendimento della difesa non sarebbe così tragico se non ci fossero così tante opportunità concesse agli avversari, 2.07 di media a partita.
Caratteristiche tattiche
Costruzione dal basso:
Costruzione scolastica, si allargano due centrali e vengono supportati da un esterno e da un braccetto. Con la pressione alta degli avversari non c’è la qualità per poter attirare il pressing e si preferisce il gioco diretto o il lancio lungo.

Sviluppo a centrocampo
Lo sviluppo è ancora in carico ai tre centrali nella fase iniziale della partita, ma con l’ingresso di calciatori più tecnici come Akinsamiro o Tramoni invece anche il Pisa ha i mezzi per uno sviluppo più qualitativo.

Fase di non possesso: 3-4-3 fluido
Con Hiljemark la squadra non si chiude subito in un 5-3-2, ma adotta un più fluido 3-4-3, cercando di non andare subito in blocco basso ma di intercettare la palla in posizione di transizione. Anche la marcatura non è più “uomo su uomo” ma incentrata sulla zona di competenza.

Calci d’angolo
Il cambio in panchina si vede anche dai calci da fermo, dove si preferisce andare a marcare a zona, prendendosi qualche rischio pur di non dare agli avversari la possibilità di fare blocchi sull’uomo.

Riaggressione
Specialmente quando entrano Akinsamiro e Iling Junior e con il supporto della buona gamba di Loyola la
squadra acquisisce dinamicità e prova a riaggredire subito dopo aver perso il possesso.

Ampiezza
Traore è molto bravo a dare ampiezza alla squadra, specialmente quando in campo ci sono
compagni che lo supportano con un buon giro palla. Tanto coraggio nell’inserimento in area
con tanti uomini








