L’analisi tattica di Parma-Fiorentina: poca cattiveria e Fagioli bloccato, cosa non ha funzionato al Tardini

Perché la Fiorentina ha solo 9 punti in classifica? È questa la domanda principale che emerge dall’analisi post-partita della sfida contro il Parma, persa per 1-0 dai Viola. Nonostante questa volta la squadra di Vanoli abbia prodotto una mole di gioco importante, si trova a fare i conti con una preoccupante inefficacia sotto porta e fragilità difensive strutturali.

L’ATTACCO – I numeri che abbiamo raccolto grazie all’aiuto di Luca Masini ci raccontano di una Fiorentina che si conferma tra le squadre offensivamente più pericolose della Serie A: quarta per “produzione offensiva” con un valore di 25xG (Expected Goals), posizionandosi allo stesso livello di Milan e Juventus e dietro solo all’Inter (28xG); quarta anche come tiri totali, con ben 222; e quarta anche per la creazione di azioni pericolose (37).
Tuttavia, questi dati collidono con una statistica allarmante: la squadra è penultima per tiri in porta a partita. Tutto ciò che viene prodotto viene sistematicamente “sprecato” a causa della scarsa precisione degli attaccanti. La squadra di Vanoli si colloca infatti al terzo posto per “occasioni mancate” (28), vanificando quasi tutto il lavoro di costruzione.

L’emblema di questa crisi realizzativa è Moise Kean. L’attaccante ha visto crollare la sua percentuale di tiri nello specchio (dal 51% della passata stagione a un misero 25% in questa). In Serie A, solo l’ex viola Nzola, attualmente in prestito al Pisa, ha fatto peggio (18%). Kean ha segnato solo 4 gol nonostante un valore di 7xGOT (Goals on Target, tiri in porta), indice non solo di sfortuna ma anche di imprecisione.
Altre statistiche, estese a tutta la rosa, evidenziano ulteriormente le difficoltà balistiche:

  • Piccoli: è il più preciso con il 40% di tiri nello specchio (1 gol su 608 minuti).
  • Mandragora: segue con il 26.7%, ma con ben 5 reti (4 in più del bomber ex Cagliari)
  • Dodô: chiude la classifica con un preoccupante 6.3% su 16 tiri totali

LA DIFESA – Se l’attacco spreca, la difesa non rassicura. La Fiorentina è quarta in Serie A per xGA subiti (Expected Goals Against) con un valore di 23,4, posizionandosi dietro a squadre che lottano per la salvezza come Pisa, Cremonese e Cagliari.
Il dato diventa ancora più critico se si analizza la qualità delle occasioni concesse:la Fiorentina è seconda solo al Cagliari per azioni difensive che permettono il tiro in porta avversario, trasformando i 23,4 potenziali in 24PSxG. A differenza della norma, dove le azioni subite raramente si convertono tutte in tiri, per i viola questo accade con preoccupante regolarità.
In porta, De Gea sta performando al di sotto delle aspettative con 28 gol subiti su 24 attesi, ma va sottolineato che il numero di volte in cui è chiamato ad effettuare una parata è molto grande.

AL TARDINI – Ma cosa non ha funzionato contro il Parma? L’allenatore del Parma, Cuesta, ha studiato bene le precedenti gare della Fiorentina contro Hellas e Udinese, bloccando la fonte di gioco principale: Fagioli. Il pressing avversario non gli ha permesso di condurre e impostare facilmente.

Di conseguenza, Gudmundsson è stato costretto ad arretrare e accentrarsi spesso per ricevere palla da Fagioli, dato che Ndour era troppo impegnato a seguire il suo avversario.

Per cercare di lasciare l’1vs1 a Gudmundsson, in fase di possesso anche Viti è andato ad attaccare la linea come fa Dodo dall’altro lato.

Uno dei problemi strutturali maggiori è stato l’atteggiamento della linea difensiva. Quando Vanoli ha cercato il pressing alto, i difensori avrebbero dovuto accorciare in “preventiva”. Contro il Parma, la linea è apparsa troppo “timida”, lasciando agli avversari (come Pellegrino) il tempo di ricevere e lanciare i compagni nello spazio.

Anche in occasione delle ripartenze subite, la squadra Viola ha impiegato troppo tempo per accorciare sull’avversario permettendo al Parma di reimpostare. Anche l’azione nell’immagine successiva nasce da una linea non abbastanza aggressiva: in 10 secondi dal lancio, Ndour non riesce ad accorciare e lascia la possibilità di nuovo a Pellegrino di entrare in possesso e impostare la ripartenza.

Anche la Fiorentina cerca di ripartire sul lancio del portiere, non è successo spesso, ma soprattutto Ndour è stato in grado a volte di vincere il duello e far ripartire Kean in profondità.

In fase difensiva, la Fiorentina ha sofferto terribilmente i movimenti della squadra di Cuesta. Lo spagnolo ha “manipolato” la pressione viola utilizzando i “mezzi spazi” e il concetto del “terzo uomo” per uscire dal pressing.

Il gol del Parma nasce proprio da questa dinamica: lo spostamento continuo dei riferimenti ha portato Ndour e Fagioli fuori posizione, Pongracic è stato costretto a uscire, lasciando Parisi in un difficile 1vs1 e la catena di errori ha portato alla marcatura errata di Fortini su Sorensen.

Nel secondo tempo Vanoli ha provato a tenere strette le linee e aggressiva la squadra stringendo i due terzini e permettendo alle due mezzali di attaccare la linea.

L’analisi video ha inoltre evidenziato gravi errori decisionali negli ultimi trenta metri: Kean, in un’occasione al minuto 01:23, dopo aver rallentato l’azione per aspettare i compagni, ha scelto di tirare nonostante ci fossero due compagni liberi al limite dell’area.

Mandragora spesso ha preferito il tiro da una distanza evitabile piuttosto che servire compagni meglio posizionati, sprecando potenziali occasioni da gol.

LE NOTE POSITIVE – Non tutto però è da buttare. L’ingresso di Piccoli e la scelta di rimanere in 2vs2 offensivo hanno creato buone trame.

I due attaccanti sono riusciti a trovarsi e scambiare il pallone pericolosamente, con Piccoli bravo anche ad aprire il gioco per l’esterno (Fortini). Tuttavia, come un leitmotiv dell’intera gara, anche in questi frangenti l’ultima scelta si è rivelata sempre sbagliata.

La Fiorentina esce da Parma con la consapevolezza di essere una squadra che crea tanto ma raccoglie pochissimo. Per risalire la china, sarà necessario correggere l’aggressività della linea difensiva, trovare alternative in costruzione quando Fagioli è marcato e, soprattutto, ritrovare freddezza e altruismo negli ultimi sedici metri.

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