David de Gea: bravo a deviare su Miranda sopra la traversa, mentre non può nulla sulla prodezza di Castro, così come sul gol di Cambiaghi. 6
Marin Pongracic: spettatore non pagante insieme a Dodo sulla marcatura mancata a centro area sul gol di Castro. Sempre distratto, sempre sui colpi e in ritardo. 4.5
Pablo Mari: sempre sull’orlo dell’errore e sempre poco sicuro nelle giocate difensive, dà la sensazione di essere incerto e non dà leadership al settore difensivo. Statico sul gol del 2-0 del Bologna, perdendosi completamente Cambiaghi. 4.5
Luca Ranieri: si divora un gol incredibile che era più semplice da segnare a un metro dalla porta e anche dietro non è sicurissimo. 4.5
Dal 85′ Roberto Piccoli: s.v.
Dodo: la brutta copia del giocatore che avevamo ammirato in passato, fa fatica a saltare l’uomo, non è preciso nel cross quando arriva sul fondo, sbaglia tutto quello che si può sbagliare. Almeno si prende il rigore dell’1-2, ma sbaglia a porta vuota il gol del clamoroso 3-2. 4.5
Rolando Mandragora: in testa della sua partita si ricordano solo le costanti proteste, contrasti, ma nessuna giocata di rilievo né davanti né dietro. Un’altra prova da desaparecido. 4.5
Hans Nicolussi Caviglia: esiste Nicolussi Caviglia in campo? Ogni tanto si vede a fare regia, ogni tanto sparisce e la sua presenza non è neanche percepita. Dorme inoltre sul gol di Cambiaghi. 4.5
Dal 64′ Abdelhamid Sabiri: la mossa della disperazione di Pioli, non fa peggio di altri. 6
Nicolò Fagioli: un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni, lento e macchinoso, porta troppo palla, perde tempi di gioco e perde palloni. Ancora non ci siamo. 5
Dal 54′ Edin Dzeko: qualcuno lo ha visto da quando è entrato in campo? 5
Robin Gosens: si prende un giallo per una sbracciata decisamente evitabile, dietro è attento e concentrato, ma in fase di spinta uno come lui può dare molto di più. 5
Dal 53′ Niccolò Fortini: un po’ meno brillante rispetto alle ultime prove, ma comunque va a puntare spesso Holm e poi causa anche l’espulsione del terzino del Bologna. L’unica nota lieta della Fiorentina ad oggi. 6.5
Moise Kean: si mangia un gol nonostante la netta posizione di fuorigioco, si prende falli e difende palloni, ma di occasioni giocabili e praticabili gliene arrivano davvero troppo poche. 5.5
Albert Gudmundsson: poco nel vivo del gioco, prova ad andare a prendersi la palla molto basso, ma poi non si vede praticamente in fase offensiva. Non basta un rigore trasformato a salvare il bilancio. 5
Allenatore Stefano Pioli: la sua squadra non ha un minimo di carattere, non reagisce, è piatta, va piano, non ha soluzioni, non sa cosa fare in campo, non crea niente davanti ed è fragile dietro. Un fuorigioco millimetrico sul gol di Dallinga lo salva da uno 0-3 disastroso, poi due rigori fortunati gli permettono di riprenderla in qualche modo, ma la sostanza non cambia. 4.5







