
Il piatto dell’attacco piange, ma di brutto. Kean: un gol, Dzeko, Gudmundsson e Piccoli ancora a secco. E se vogliamo aggiungere alla lista anche Fazzini, pure lui è a zero timbri. Come analizzato da La Gazzetta dello Sport, in Serie A la banda di Pioli ha prodotto il magro bottino di cinque gol in sette partite, con dieci subiti. Il bilancio è di tre pareggi – tutti in trasferta – e quattro sconfitte, delle quali l’ultima a San Siro contro il Milan è l’unica esterna. Qual è il problema dell’attacco? Le poche giocate in verticale, come sottolineato da Pioli, non aiutano Moise Kean che lanciato negli spazi e in profondità diventa letale nell’uno contro uno o a campo aperto.
CONTRO IL RAPID – Domani all’Allianz Stadion, la casa dei verdi del Rapid, dovrebbe toccare a Piccoli dal primo minuto. Acquistato per 25 milioni più bonus dal Cagliari dove aveva segnato 10 gol, l’attaccante bergamasco deve ancora sbloccarsi in Serie A con i viola, ma ha già segnato contro il Sigma Olomouc in Conference. Scalpita anche Edin Dzeko che la titolarità l’ha ottenuta solo nel ritorno del playoff contro il Polissya (causa assenze di Kean e Piccoli) e ha timbrato il gol decisivo nel finale. Contro il Milan Pioli lo ha buttato nella mischia per l’assalto degli ultimi minuti ma è chiaro che a questi ritmi, pur essendo un centravanti che pensa magistralmente con i piedi, il cigno di Sarajevo non può reggere 90′. Ed è così che finora ha deciso Pioli. Che a Vienna non può sbagliare.








