All’antivigilia di Fiorentina-Como, in programma domenica alle 15, Paolo Vanoli ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni: “Dobbiamo fare una grande gara, migliorando le cose fatte male nella sfida precedente. Siamo all’interno di un cammino e non dobbiamo guardare alle cose negative. Dobbiamo guardare all’approccio ma anche alla gestione delle partite. La bellezza di questa squadra e della gioventù è quella di andare oltre e recuperare”.
Su Atta e Gonçalves: “Per Arthur siamo portando avanti un processo in virtù del suo sovraccarico: io voglio avere un giocatore a disposizione per tutta la stagione. Vogliamo portiarlo avanti. Franco Mastantuono e la sua operazione è stata una sopresa: i medici hanno deciso di intervenire subito perché non avesse ricadute. Ranieri in questi giorni ha avuto un problema al piede e ha saltato degli allenamenti. Vediamo come sta. Gonçalves sta bene”.
Sulla situazione nello spogliatoio: “Intanto dico che la gioventù non deve diventare un alibi. Io penso che dobbiamo capire il momento, come invece non è successo a Genova dove secondo me potevamo anche vincere. Non pareggiare, dico vincere. Lo stesso potevamo fare col Napli, sove abbiamo sfruttato male un momento. Siamo all’interno di un processo di crescita. Io credo che a Marassi non abbiamo saputo gestire bene i primi 20′ ma la squadra ha dimostrato di volerla recuperare. Ho detto alla squadra di non guardare la classifica, di giocare con coraggio: mi prendo io la responsabilità”.
Sul Como: “Intanto faccio i complimenti a Cesc per il processo di crescita che ha portato avanti: è stato sfortunato anche perché alcuni giocatori che gli potevano dare una mano in Champions non li ha avuti. Ho visto giocatori molto cresciuti rispetto allo scorso anno nel Como”.
Sull’idea di “saper difendere” nel calcio italiano: “Sono d’accordo con quello che ha detto Allegri, poi è chiaro che ci sono tanti modi per difendere. Noi come movimento calcistico italiano siamo un po’ rimasti a metà strada rispetto alla Spagna. Ho analizzato i 14 gol che abbiamo preso: 10 sono stati presi con la squadra schierata. Non va bene, vuol dire che abbiamo avuto un atteggiamento passivo. Mourinho alla Roma subiva tantissimi tiri ma gli avversari non entravano mai in area. Sicuramente noi dobbiamo migliorare questo aspetto, mentalmente. Serve fare entrambe le due fasi con grande intensità”.
Su Brescianini: “Marco per me è un titolare come gli altri, poi sta a me fare le scelte. Il mio compito è riuscire a trovare degli equilibri e io conto molto su Brescianini. Sennò lo scorso anno non lo avrei preso”.
Sul lavoro a livello di squadra in questi giorni: “Intanto ci siamo soffermati sugli errori di squadra, a me non piace fossilizzarmi su quelli individuali. Gli ho fatto vedere dove abbiamo sbagliato nel primo tempo col Genoa, dove abbiamo avuto anche sfortuna. Il primo gol rossoblù è arrivato a squadra schierata: siamo stati a guardare la respinta. Ma ho fatto vedere alla squadra anche le tante cose buone fatte nel secondo tempo: chi è entrato, è entrato bene. Abbiamo migliorato tanto l’attacco dell’ultimo terzo di gara e lo abbiamo fatto da grande squadra”.
Sul motivo dello scarso minutaggio di Gonçalves: “Ho parlato spesso delle sue qualità, al pari di quelle di Oulai. Ma io devo badare anche all’equilibrio di squadra. Le qualità da sole sono fine a se stesse. Lui è arrivato qua all’ultimo dopo che era stato messo da parte con lo Sporting e ci vuol tempo per rimettersi in condizione fisica. Non voglio farlo correre ma mettere in risalto le sue doti”.
Sul centravanti: “Avendo una gara a settimana, prima o poi le gerarchie si delineranno. Beto e Pellegrino sono due elementi che mi garantiscono due situazioni diverse in partita. Serve prima trovare il vestito alla squadra. Entrambi devono migliorare l’attacco alla porta e possono anche giocare insieme, all’interno di una gara in cui ne hai bisogno”.
Sui leader della Fiorentina oltre a De Gea: “Siamo all’interno di un processo lungo dove tutti insieme dobbiamo diventare leader di questa squadra. In tal senso ho letto con piacere l’intervista di Fagioli che ha detto di volersi prendere più responsabilità. Nessuno può vincere la partita da solo, ecco perché è il gruppo che deve diventare un leader. Poi certo giocatori come De Gea e Pongracic possano aiutare: Marin ha fatto un Mondiale, non lo scordiamo. Lui è un gicatore “vecchio” e importante”.
Sul momento emotivo e l’affetto della città: “Sto di merda quando perdo. Sto veramente di merda. Ho detto che sono tornato qua con una voglia devastante di far bene. E mi sento addosso tanta responsabilità verso i nostri tifosi. Io non chiedo pazienza ma equilibrio. Il mio obiettivo è far capire ai ragazzi come arrivare a vincere: il processo sarà lungo ma non voglio cambiare. Ho scelto di venire qui per costruire qualcosa e io credo tanto in questa squadra. Ho letto che mi dovrei rimettere l’elmetto: quando mi vedrete in smoking, vuol dire che non farò più l’allenatore”.
Su Pongracic: “Dopo i Mondiali ha saltato la preparazone. Non doveva essere convocato per le Nazionali a settembre ma alla fine è andato e ha giocato poco. La sua forza oltre alla tecnica è la fisicità. Gli ho detto in faccia che doveva fare dei lavori extra a fine allenamento. Adesso sta tornando il Pongracic che avevo lascito”.
Sull’importanza dei tifosi domani: “I tifosi sono una parte speciale, l’ho sempre detto. E la squadra, pur giovane, ha voglia di dimostrare di poter trascinare la piazza. La ripresa di Genova è stato importante, così come quello col Napoli. Ma nelle costruzioni ci sono anche cose da sistemare. Ma un grazie particolare i tifosi lo meritano”.









