David de Gea: incolpevole sul bellissimo gol di Soulé, mentre poteva coprire decisamente meglio il primo palo sul colpo di testa di Cristante sul quale non è reattivo. 5.5
Marin Pongracic: sempre costretto a commettere falli per contenere gli avversari, sembra sempre in difficoltà e sui colpi. Sul gol sbagliato da Dovbyk resta completamente immobile e non legge il cross di Wesley. 5.5
Pablo Marì: regge discretamente l’impatto fisico con Dovbyk ed è fondamentale a salvare la squadra su un tiro di Soulé che probabilmente sarebbe entrato in porta. Quello che tiene più l’urto dietro. 6
Dal 75′ Pietro Comuzzo: s.v.
Luca Ranieri: sempre pallate avanti a casaccio, senza mai impostare e costruire qualcosa. Anche dietro soffre l’estro di Soulé in compagnia di Gosens. 5.5
Dodo: si prende una punizione dal limite dopo pochissimi minuti, poi fa fatica sia a spingere limitato da Tsimikas, ma anche a ripiegare. Resta un calciatore in questo momento in grande difficoltà. 5
Dall’81’ Niccolò Fortini: entra con una bella personalità e mette subito una bella palla in mezzo che Gosens incredibilmente spreca. Una palla che Dodo, negli 81 minuti prima, non aveva mai dato. 6.5
Rolando Mandragora: una punizione dal limite dopo quattro minuti la spara nel cantiere, per il resto non combina granché né in fase di inserimento né in fase di non possesso. 5
Dal 75′ Edin Dzeko: s.v.
Hans Nicolussi Caviglia: buono l’invito per Kean per il gol del vantaggio, per il resto è davvero impreciso e commette diversi errori in impostazione, soffrendo la pressione della Roma. 5
Robin Gosens: spinge poco, è in affanno nel contenere Soulé e appare ancora in grande difficoltà di forma fisica, come nelle ultime partite. Nel finale si mangia anche il gol del pareggio a porta vuota. 4.5
Jacopo Fazzini: va sempre alla stessa velocità, perde palloni, è leggero, quando ha un po’ di spazio mostra le sue qualità come in occasione dell’imbucata per Kean, ma in confronto al centrocampo della Roma appare completamente schiacciato. 5.5
Dal 67′ Cher Ndour: entra e non dà niente nel finale di partita. 5.5
Albert Gudmundsson: un atteggiamento irritante, trotterella, non corre, non si fa mai vedere, è sempre nell’ombra e si becca anche un giallo per un intervento in evidente ritardo su Celik. Non a caso sostituito all’intervallo. 4
Dal 46′ Roberto Piccoli: sfiora un gol incredibile con un tiro da lontano, per il resto tra fuorigiochi, controlli palla e imprecisioni è sempre in difficoltà. 5.5
Moise Kean: è l’unica risorsa offensiva della Fiorentina. Si inventa il gol dell’1-0 puntando Ndicka e scaricando verso la porta un destro splendido e colpisce il palo con un mancino eccezionale con pochissimo angolo di tiro. Lui c’è, la squadra alle spalle no. 7
Allenatore Stefano Pioli: l’approccio è discreto, poi mano a mano la squadra si schiaccia e prende due gol. Non ci sono idee offensive con la palla tra i piedi, non c’è fase difensiva e, se non per qualche sparuta iniziativa individuale, dall’1-2 la Roma non corre pericoli e si deve limitare a fare il compitino per fare risultato. 3 punti in 6 partite, i risultati non arrivano, risposte non arrivano, di tracce di crescita non c’è traccia. 4







