La prima sconfitta della stagione per la Fiorentina di Stefano Pioli, che contro il Napoli non riesce mai ad essere realmente in partita, se non, forse, negli ultimi 15 minuti. Troppo poco per sperare anche in una rimonta, nonostante qualche occasione invitante gettata al vento.
Male l’avvio di gara: una costante di questo inizio di stagione. I partenopei hanno messo sotto pressione la retroguardia Viola sin dalle prime battute del match e il risultato di 2-0 dopo neanche 15 minuti è la prova di come questo pressing abbia fatto effetto. Male la retroguardia, male Comuzzo e Pongracic nelle due occasioni, ma il problema sta a monte. L’approccio è stato troppo molle.
Il centrocampo non funziona e non è una novità. Ma se la difesa non ha funzionato con il ruolo di Pongracic da centrale, il centrocampo non è andato meglio. Anzi, forse si può dire che è stato il problema principale. Le seconde palle erano tutte della squadra di Conte, oltre all’assenza di filtro che ha permesso a giocatori come Anguissa e McTominay (di per sé già di livello superiore) di dominare ulteriormente. Fagioli nel ruolo di play è ormai appurato che non può giocare, mentre Sohm si è visto a tratti ma di certo non è stato il peggiore come tanti hanno scritto. Mandragora ci ha provato, ma anche nel suo caso si è visto poco in fase di non possesso.
L’attacco è poco supportato. Dzeko è stato come non averlo in campo. Dispiace, va detto, ma se il ruolo di Dzeko deve essere quello di seconda punta la cosa non può funzionare. Il bosniaco può essere sicuramente l’alternativa a Kean, ma deve giocare più vicino alla porta come ha fatto di recente anche in Nazionale. La condizione (e l’età) attuale non consentono troppi esperimenti e giocando come sabato si può tranquillamente dire che è come giocare in 10. Meglio Piccoli, nonostante la poca lucidità sotto porta, ma urge in ogni caso definire delle gerarchie e chiarire le idee.
Ora arriva il Como: che fare? Al Franchi arriverà il Como, in una sfida non semplice ma alla portata. Le vittorie in campionato sono 0, i punti 2 in 3 partite. E se il pareggio a Cagliari ci poteva stare, così come la sconfitta (sulla carta) contro il Napoli, adesso c’è la necessità di portare a casa la prima vittoria. Non tanto perché con il Como sia semplice, ma perché servono delle risposte sul campo e serve già smuovere la classifica. Di idee di calcio se ne sono viste poche, con responsabilità da suddividere tra parte dirigenziale e allenatore e ora serve cambiare rotta sin da subito per non finire in un vortice.









