REAL BETIS-FIORENTINA: PER LA TERZA FINALE CONSECUTIVA

Sarà dura.
La premessa da fare prima di affrontare il Real Betis di Manuel Pellegrini in questo momento di stagione è questa: indipendentemente da chi sei, sarà complicato.
Lo sanno bene Barcellona e Real Madrid, fermati rispettivamente sul pari (in Catalogna) e addirittura i blancos battuti in Andalusia.
Lo sa bene l’altra sponda di Siviglia, quella rojiblanca, che ha ricevuto quasi una lezione di calcio nel Gran Derbi andaluso, giocatosi a senso unico.

Una squadra esperta, un mix di talenti giovani e veterani.
Basta solo pensare al trio offensivo: un maestro di calcio come Isco affiancato da un Antony rinato e da Jesús Rodríguez. L’ala classe 2005 è una vera spina nel fianco per le difese avversarie, e quest’anno si è presentato come una delle rivelazioni dell’annata di Liga.
Un allenatore – Manuel Pellegrini – recentemente diventato l’allenatore con più vittorie in Liga nella storia del Betis.
E uno stadio – il Benito Villamarín – che ha dimostrato molto spesso di essere un dodicesimo uomo in campo per i biancoverdi.
Avere la gara d’andata fuori casa ed il ritorno al Franchi in questo senso può essere un gran vantaggio. A patto di non dover dover ribaltare uno svantaggio pesante e rischiare tempi supplementari e rigori, che richiederebbero uno sforzo fisico e mentale non indifferente.

Però non è un’impresa impossibile.
La Fiorentina si è dimostrata in più occasioni squadra molto forte e anche pragmatica quando serviva.
Ha uno degli attaccanti migliori – o quantomeno più in forma – del calcio italiano e il Betis in difesa non si è dimostrato per niente impermeabile.
Kean, Guðmundsson, ma anche le incursioni di Dodô e gli inserimenti di Mandragora potrebbero rivelarsi grande spina nel fianco per gli andalusi.
Un semplice vantaggio a Siviglia gestito nel modo più oculato ed intelligente possibile potrebbe rivelarsi fondamentale, in questo senso.


Bisogna tenere conto anche del calendario: per la viola è molto negativo lo scontro diretto con la Roma, inserito precisamente in mezzo alla doppia sfida.
Il Betis giocherà invece in casa dell’Espanyol, che salvo cataclismi il suo obiettivo stagionale, la salvezza, lo ha praticamente raggiunto.
Serviranno intensità, quel pizzico di scaltrezza, un grande Kean, un grande David De Gea e soprattutto una linea difensiva perfetta ed attenta ad ogni particolare.


Ma la Fiorentina ha le carte in regola per giocarsela.
La viola può tentare il terzo assalto a una Conference che sta assumendo i tratti di una vera e propria maledizione.
Una volta passato lo tsunami di Siviglia, se sopravvivi, al Franchi può succedere di tutto.
Servirà una grande viola, che però nelle sfide importanti si compatta attorno al proprio pubblico, si esalta e dà il meglio di sé. Tutti insieme per un unico obiettivo.
Sarà un doppio confronto fantastico: Real Betis-Fiorentina, per la terza finale consecutiva e la consacrazione della viola in territorio europeo.

Foto: Instagram, @acffiorentina

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