La Fiorentina può rinascere dopo Pasqua?

Può un pedone essere più pericoloso di una regina? Negli scacchi solitamente no, ma il calcio non è sempre una scienza esatta e la Fiorentina di Palladino ne è una prova. Quella che poteva sembrare una coincidenza curiosa fino a qualche settimana fa è ormai una verità certa, i viola quest’anno hanno mostrato la faccia migliore nei big match, faticando invece con le avversarie più abbordabili. Con le prime 9 della classe i gigliati hanno infatti raccolto 23 punti su 42 disponibili, con una media pressochè identica a quella tenuta con le restanti 11 nonostante una classifica che mostra un evidente divario tra i due blocchi.

A cominciare da domani la Fiorentina dovrà però entrare in un finale di stagione in cui, oltre ai ritorni con Roma e Bologna, ci saranno 4 gare decisive per la qualificazione in Europa con Cagliari, Empoli, Venezia ed Udinese, squadre con cui nel girone d’andata i viola hanno raccolto solo 5 punti segnando appena 2 reti. Nonostante la calma ostentata da Citterio ai microfoni dopo lo 0-0 col Parma, è dunque normale immaginarsi che Palladino stia riflettendo su come aggiustare il tiro in vista di queste gare.

Per quanto sia difficile immaginarsi un grande cambio di atteggiamento giunti ormai ad Aprile per una squadra che ha comunque trovato una sua identità, le frecce nella faretra dell’allenatore viola sono diverse. Nell’ultimo turno di campionato si è vista una Fiorentina simila a quella che aveva impressionato nelle 3 gare precedenti, con il 3-5-2 che ha accompagnato i gigliati dall’inizio di Marzo. Questa disposizione ha sicuramente garantito grande equilibrio, soprattutto nelle vittorie casalinghe con Juventus ed Atalanta, ma contro un avversario meno aggressivo e decisamente più attendista come il Parma di Chivu si sono visti tutti i limiti del sistema viola che spesso sembrava non sapere cosa fare con la palla.

Una prima via di fuga in questo senso potrebbe trovarsi nell’aumentare la qualità degli interpreti, sfruttando i recenti recuperi di Folorunsho e Adli, giocatori che con caratteristiche diverse possono sicuramente dare qualcosa in più alla fase di possesso della Fiorentina (il francese in particolare è stato un elemento imprescindibile della manovra viola nel filotto di questo inverno), dando anche un po’ di riposo a giocatori come Mandragora e Cataldi a lungo impiegati nelle ultime gare. Se da una parte Folorunsho ha dimostrato nella sua stagione veronese di avere diversi colpi quando arriva nell’ultimo terzo di campo (5 reti ed un assist per lui), dall’altra l’utilizzo di Adli in cabina di regia potrebbe restituire vivacità ai viola, mettendo in moto gli attaccanti con più facilità di quanto visto in altre occasioni.

Nell’ottica di mantenere i 3 centrali con Dodò e Gosens a tutta fascia un’altra ipotesi può essere quella del ritorno al 3-4-2-1 che ad Agosto sembrava rappresentare l’orizzonte naturale di questa Fiorentina. Il rendimento degli attaccanti di riserva della Fiorentina nelle ultime giornate non ha convinto, ma un coinvolgimento di Zaniolo o Beltran dal primo minuto abbinati al duo imprescindibile composto da Gudmundsson e Kean potrebbe impedire l’isolamento in cui spesso si è ritrovato il centravanti, circondato dai 3 centrali del Parma come unico riferimento dell’avanguardia viola.

Un’ultima opzione è quella di un ritorno a 4, con una Fiorentina più simile a quella che abbiamo visto tra Settembre e Febbraio: sacrificare Pablo Marì, e non un centrocampista, per riproporre un attaccante sulla corsia di destra, riproponendo dall’altra parte Folorunsho nella posizione per la quale era stato individuato come sostituto di Bove. Chiaramente le perplessità sarebbero diverse visti i problemi che questa disposizione aveva già mostrato (e che avevano portato il tecnico viola ad optare per il ritorno a 3) e visto il rendimento deludente dei due candidati alla fascia destra, ma il 4-4-2/4-2-3-1, magari a gara in corso, può rappresentare l’assetto in grado di dare modo ai viola di schierare più giocatori di qualità contemporaneamente possibile.

Le mosse sullo scacchiere di Palladino sono quindi diverse, l’unica certezza è che il tecnico gigliato dovrà dar prova ancora della sua elasticitàper massimizzare le opportunità della sua Fiorentina in una corsa ai piazzamenti europei che raramente abbiamo visto così aperta a questo punto della stagione.

Foto: X.com, @acffiorentina

Condividi:

Scopri di più da SpaceViola

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere