Il mondo del calcio italiano è nuovamente scosso dallo scandalo delle scommesse illegali, con nuove rivelazioni che riportano sotto i riflettori alcuni giocatori già coinvolti in passato. Tra questi figurano Nicolò Fagioli, attuale centrocampista della Fiorentina, e il suo compagno di squadra Nicolò Zaniolo, entrambi sotto indagine per aver scommesso su piattaforme non autorizzate durante il periodo in cui militavano in altre squadre. Questo caso, tornato prepotentemente alla ribalta, solleva importanti interrogativi sulle vulnerabilità psicologiche che possono spingere giovani talenti verso la dipendenza dal gioco d’azzardo.
In questo delicato contesto, Tuttosport ha intervistato Sara Vengust, psicologa e psicoterapeuta che ha avuto modo di approfondire la situazione di Nicolò Fagioli. La dottoressa ha partecipato a eventi in cui il calciatore ha condiviso la sua esperienza nella lotta contro la ludopatia e ha moderato incontri tra Fagioli e il dottor Paolo Jarre, lo psichiatra che lo ha seguito nel percorso di recupero. Le sue osservazioni offrono un prezioso spunto per comprendere le dinamiche psicologiche alla base di queste problematiche.
Sul gioco d’azzardo: “Le cause della dipendenza dal gioco sono molteplici: dalla personalità all’ambiente familiare. Nel caso di Fagioli, la solitudine dovuta al suo precoce allontanamento da casa e all’isolamento nel contesto della Juventus sono fattori significativi. Un mix con tratti come l’impulsività e l’introversione può portare alla ludopatia. La sua elevata disponibilità economica e la sua visibilità hanno reso il suo caso emblematico, ma non isolato”.
Fagioli: “Durante un evento teatrale, Fagioli ha raccontato i lunghi pomeriggi trascorsi in solitudine. Con compagni più grandi e radicati nel territorio, il gioco d’azzardo per lui assumeva un valore quasi relazionale. In questo caso si parla di gioco clandestino, una realtà particolarmente rischiosa. Questa vicenda riaprirà una ferita che Fagioli sta cercando di rimarginare. Come clinici, ci concentriamo sulle fragilità, la solitudine e l’isolamento alla base di queste situazioni“.

Foto Facebook, @ACF Fiorentina








