Una partita giocata alla perfezione: fraseggio continuo a metà campo, azioni e manovra offensive da squadra di calcio e applicazione difensiva da parte di tutto il reparto arretrato. Insomma, un’altra Fiorentina rispetto a quella degli ultimi mesi.
Che sia stato il clima partita diverso? Delle risposte erano arrivate anche contro il Panathinaikos, dunque quello di ieri è stato un altro bel passo in avanti, ma ancora c’è da lavorare per confermarci.
Come si dice, una rondine non fa Primavera. I messaggi sono incoraggianti, soprattutto da parte di chi ci si aspettava effettivamente qualcosa in più. Molto bene Gudmundsson, magistrale la prestazione di Fagioli (da ex) e poi, il solito, Robin Gosens. Chi doveva dare una risposta lo ha fatto.
Vanno fatti inoltre i complimenti Mandragora, questo va detto. Tra Panathinaikos e ieri ha messo in campo tutto ciò che aveva e ha dato l’anima. La speranza? Quella di vederlo sempre su questi livelli
Palladino in primis sembra aver capito che deve andare avanti con le sue idee. Ben venga la difesa a 3 e ben vengano le due punte: Kean e Gudmundsson sembrano trovarsi meglio l’uno accanto all’altro.
La classifica è ancora aperta, seppur una vittoria del genere, oltre ad una grande goduria, lasci con sé anche un discreto rammarico per le sconfitte precedenti contro Monza, Verona e compagnia.
Adesso c’è la sosta, per riprendere fiato e lavorare in vista di Atalanta e Milan: due sfide non banali, per cercare di dare continuità.









