In estate disegnato come uno dei punti di forza, rivelatosi un mezzo flop a stagione inoltrata. Come riporta La Nazione, il centrocampo della Fiorentina non è mai stato ciò che doveva essere e dopo difficoltà individuali, infortuni ed equivoci tattici, Paolo Vanoli sta cercando di trovare un equilibrio stabile. E il problema non riguarda solo gli interpreti, ma soprattutto il modo in cui farli convivere.
Il primo nodo porta i nomi di Fagioli e Oulai. L’ex Juve ha qualità nella gestione del pallone, visione e capacità di organizzare la manovra. Quando però viene costretto a occuparsi della fase di interdizione rischia di perdere efficacia. La posizione davanti alla retroguardia, insomma, non sembra esaltarne tutte le qualità. L’ivoriano, invece, porta dinamismo, aggressività, conduzione e una maggiore predisposizione a rompere gli equilibri attraverso le accelerazioni. La convivenza tra i due, finora, è rimasta un esperimento.
Ed è qui che entra in gioco Atta, non un semplice recuperatore di palloni, ma uno in grado di collegare le due fasi e dare profondità. Con Atta, Vanoli potrebbe pensare a un centrocampo a tre, con Oulai riferimento centrale, Fagioli mezzala e il francese sull’altro lato. Una soluzione che consentirebbe all’ex juventino di giocare qualche metro più avanti, riducendo le responsabilità di copertura e valorizzandone la qualità negli ultimi trenta metri. L’ex Udinese, dal canto suo, potrebbe garantire inserimenti per non rendere prevedibile la manovra. Naturalmente, servirà anche un lavoro di equilibrio collettivo, con Ndour o Brescianini pronti a offrire caratteristiche differenti. L’alternativa? Fagioli davanti alla difesa, affidando a Oulai e Atta e da mezzali. Ma questa strada richiederebbe un salto di qualità soprattutto nella fase senza palla dell’ivoriano e del francese. Il ritorno di Atta potrebbe essere la chiave per cambiare prospettiva.









