CorFio – Pedro e Oulai devono giocare. E adesso inizia un altro campionato

Da Reggio Emilia, a Reggio Emilia. Dal punto più basso della storia recente della Fiorentina ad una partita che, forse, può segnare l’inizio di un campionato diverso. Perché, come scrive il Corriere Fiorentino, la vittoria serviva come l’aria, perché togliersi un po’ di peso di dosso può alleggerire gambe e testa e perché oltre al risultato sono arrivate diverse lezioni utili.

Due, su tutte: Oulai e Pedro non possono star fuori. La seconda: questa squadra è nata per giocare e rinunciare alla qualità significa mortificarla. È una strada rischiosa, certo, ma con questi giocatori è probabilmente l’unica possibile. Ieri invece Vanoli è ripartito dalla Fiorentina vista con l’Atalanta, sperando evidentemente che fosse quella la via corretta. Stesso modulo (il 4-3-3) e stessi uomini. E pazienza se dopo il convincente secondo tempo di giovedì scorso in molti pensavano o speravano che fosse finalmente arrivato il momento di Oulai. Una squadra piatta, e l’azione da cui è nato l’1-0 ne è stata la peggiore delle dimostrazioni: l’ennesima brutta palla persa da Fagioli, la lettura folle di Dragusin, un passaggio, la solita non uscita di De Gea e via: Laurientè in porta. E i viola? Il nulla. Zero assoluto, fino alla scossa data dal gol di Pellegrino. E per fortuna che se l’è costruito da solo.

Un’invenzione al tramonto del primo tempo e un’altra (lo splendido 1-2 di Njie) all’alba del secondo. Episodi che avrebbero potuto e dovuto dare forze e fiducia. Ma questa è la Fiorentina di Vanoli e quando si trova in vantaggio (anche per caso) non sa far altro che tirarsi indietro di 20 o 30 metri. Un film già visto, e col finale scontato: il 2-2. Una sberla, buona se non altro per decidersi ad avere un po’ di coraggio. E allora dopo Oulai (per quanto ancora deve star fuori?) ecco Pedro per Brescianini, il 4-2-3-1 e come per magia, proprio su assist di Goncalves, il 2-3 di Mastantuono e, sempre da un’azione ispirata dall’ex Sporting, il timbro finale di Valdepenas.

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