La sosta delle Nazionali sta per terminare e tutti i calciatori sono già tornati alla loro base per riaggregarsi ai rispettivi club e lavorare in vista della sesta giornata di campionato. Paolo Vanoli ha dovuto affrontare questa pausa di 3 settimane senza (per la maggior parte del tempo) otto assenti: Njie, Mastantuono, Beto, Oulaï, Ndour, Pongračić, Fagioli e Dragusin. Nonostante ciò la squadra viola ha lavorato ad alcuni cambiamenti e questo è proprio il “nuovo” sistema di gioco che adotterà mister Vanoli già dalla gara con il Genoa: il 4-2-3-1.
LE GERARCHIE IN PORTA
Iniziamo a capire le gerarchie in casa Fiorentina dopo il definitivo passaggio al 4-2-3-1. In porta la situazione resta invariata e ben decisa: De Gea difenderà i pali della porta viola, con Christensen che agirà come secondo portiere e Lezzerini come terzo rincalzo.
VALDEPEÑAS CERCA DI SCALZARE VIERY A SINISTRA
Iniziano ad esserci invece i primi dubbi nel quartetto davanti a De Gea. Come terzino destro è indubbio che in pole ci sia Alex Jiménez, autore del gol del pareggio contro il Napoli, mentre a sinistra c’è un vero e proprio ballottaggio tra Viery (che potrebbe agire anche come centrale) e Valdepeñas, terzino sicuramente molto più dinamico. Come difensori centrali ad oggi sembrano sicuri dei due posti Radu Drăgușin, leader difensivo gigliato, e Ranieri (fresco di rinnovo e attualmente in vantaggio su Viery e Marin Pongračić, sceso nelle gerarchie in questo avvio di stagione).
TANTA, FORSE “TROPPA” QUALITÀ IN MEDIANA
È uno degli argomenti chiave in casa Fiorentina sin da quando è arrivato l’ivoriano: ma Oulaï e Fagioli possono coesistere? Beh, Vanoli a dir la verità non ha mai chiuso la possibilità ad un doppio play, ma ha anche ben chiarito che per ora il classe 2006 sembra peccare un po’ di “presunzione” ed agitazione in campo. Per il momento la coppia che sembra avere più possibilità di partire dall’inizio nelle gare è quella formata da Fagioli e Cher Ndour, reduce da una doppietta in Nazionale Under 21 e da un ascesa molto importante sin dal primo arrivo di Vanoli l’anno scorso. Brescianini e Oulaï attualmente sono i due rincalzi dei “titolari”, ma quello dell’ivoriano è certamente un tema interessante.
UN GONÇALVES “IN FORMA” POTREBBE A SORPRESA PANCHINARE ATTA?
Paolo Vanoli è sempre stato chiaro anche su Pedro Gonçalves: il ragazzo è molto forte ma è arrivato a Firenze leggermente fuori forma dato l’ultimo periodo di agosto passato allo Sporting Lisbona. Questa sosta è servita soprattutto al portoghese per mettere benzina nelle gambe e minutaggio ed ora potrebbe essere pronto per combattersi il posto con Atta nel ruolo di “10 puro” nella Fiorentina. A sinistra Vanoli sembra puntare fortemente su Alieu Njie, talento cristallino classe 2005 ex Torino, che già in queste prime partite ha dimostrato grandi cose; a destra invece Mastantuono non si discute: il titolare è lui. Gnonto invece si tratta di un ottimo calciatore che può diventare e fare la differenza avendo uno strappo interessante. Il dubbio cardine quindi resta su Pedro Gonçalves, che eventualmente, potrebbe anche essere schierato ala sinistra, ma Vanoli lo vede più come “10 puro” (ed anche lui stesso si sente meglio in quella posizione).
BETO LAVORA SODO, MA QUESTO PELLEGRINO…
Infine la questione legata alla punta: Beto, così come Pedro Gonçalves, è arrivato a Firenze un po’ fuori condizione e l’arrivo il 30 di settembre dalla Guinea ha sicuramente aiutato il ragazzo a ritrovarla. C’è anche però da valutare un’altra cosa: questo Pellegrino é difficile da panchinare. L’argentino ha iniziato benissimo la sua esperienza a Firenze segnando già tre reti. È un ballottaggio fisso ad ogni partita per Vanoli, ma ad oggi l’ex Parma resta in vantaggio nelle preferenze del tecnico varesino. Pellegrino ha fisico, strappo e tanta garra: in più sembra anche essersi ben inserito nel gruppo approfittando anche dell’”intesa albiceleste” con Franco Mastantuono.
Insomma tanti sono i dubbi per Paolo Vanoli ogni volta che dovrà schierare la formazione, ma una cosa è certa: la tanta qualità non è mai un danno per un allenatore. Ora sta solo al tecnico varesino far coesistere tutti i ragazzi per (ri)portare la Fiorentina in alto, dove merita.









