Giancarlo Antognoni è tornato a parlare del rapporto con la Fiorentina e dei motivi che lo hanno portato a non partecipare alle celebrazioni per il Centenario del club. L’ex numero 10 viola è intervenuto al Festival dello Sport di Trento, durante il panel “Una vita da dieci”, insieme a Luca Calamai e Mimmo Cugini, tornando anche sulle vicende che hanno caratterizzato il suo rapporto con la società negli ultimi anni.
Nel corso dell’incontro, Antognoni ha ripercorso alcuni dei rapporti avuti con i presidenti della Fiorentina durante la sua carriera fuori dal campo. Tra questi anche Vittorio Cecchi Gori, Diego Della Valle e Rocco Commisso, con quest’ultimo che lo stesso Antognoni aveva contribuito a presentare alla città al momento dell’arrivo alla guida del club.
“Cecchi Gori è un passionale, tifoso della Fiorentina in primis. Un presidente importante, sono stato 10 anni con lui. Poi ci siamo divisi: a me andava bene Terim, lui scelse di cacciarlo. Ma oggi l’unica persona con cui parla sono io, gli altri amici che aveva intorno li ha allontanati, è un riconoscimento.”
Su Della Valle: “Pensavo mi prendesse in considerazione all’inizio, lo ha fatto quando è andato in difficoltà con la gente. L’ho capito, non sono un bischero, ma accettai di andare alla festa dei 90 anni, ad una condizione: che mi prendesse in considerazione come poi ha fatto“.
Su Commisso: “Ero già dentro, l’ho presentato io ai fiorentini. Sembrava una persona tranquilla e normale, poi ci sono state delle vicissitudini con il povero Barone. Poi non è che sia stato trattato molto bene, ma di certo non da Commisso“.
“Barone mi proponeva un ruolo nel settore giovanile”
Il passaggio centrale del suo intervento ha riguardato proprio il rapporto con Joe Barone e la decisione di non prendere parte al Centenario della Fiorentina.
Antognoni ha spiegato che la frattura risale alla scadenza del suo contratto e alla proposta ricevuta dall’allora direttore generale viola. Secondo il racconto dell’ex capitano, il nuovo incarico avrebbe comportato il passaggio dalla prima squadra al settore giovanile.
“Non è per i tifosi, loro non c’entrano e rimangono i numeri uno. Quando andai in scadenza di contratto andai in contrasto con Barone, mi proponeva un ruolo un po’ denigratorio. Ero in prima squadra e mi proponeva un ruolo nel settore giovanile. Mi piace lavorare con i giovani, ma non accettai in quel momento. E mi ero ripromesso: questa gliela faccio pagare e al Centenario non ci vado.
Il tifoso non deve mettersi contro di me perché è stata una scelta mia che avevo fatto cinque anni prima. La dignità non me la gioco con nessuno“.
La scelta di non partecipare alla festa dei 100 anni della Fiorentina, dunque, secondo Antognoni era stata presa già diversi anni prima e non sarebbe stata legata a un contrasto con i tifosi viola. Già nei mesi precedenti l’ex numero 10 aveva spiegato di voler mantenere la decisione presa dopo la fine del rapporto con il club.
La sua assenza aveva fatto discutere anche dopo l’annuncio del ritiro della maglia numero 10 per la stagione 2026/27 e dopo l’invito rivolto dalla società all’ex capitano in occasione delle celebrazioni. Antognoni aveva però ribadito di non voler tornare sui propri passi.









