E’ finalmente arrivata la prima vittoria in campionato della Fiorentina. Vanoli ha riportato entusiasmo e idee, Mastantuono ha fatto quello che voleva; La Gazzetta dello Sport commenta così il successo gigliato.
NO AL TENNIS – “Ci piace pensare che sull’Aconcagua, l’Olimpo d’Argentina, il dio del pallone abbia tirato un buffetto a quello del tennis, ingrugnito e nervoso, sussurrandogli il più classico dei “Mastantuono ce l’abbiamo noi“ – scrive la rosea, riferendosi al grande talento di Mastantuono anche nel tennis, dove da piccolo era uno dei migliori argentini – Se Franco avesse scelto di tirare di dritto non avremmo visto un talento simile, capace di trascinare la Fiorentina alla prima vittoria dell’anno con una tripletta. Il tutto nel giorno del nuovo debutto di Paolo Vanoli: per la Fiorentina Venezia è il manifesto di un nuovo inizio. L’ultimo successo al Penzo in A risaliva a sessant’anni fa, ottobre 1966. Il 4-2 di ieri restituisce un po’ di tranquillità dopo tre ko di fila, anche se c’è parecchio da lavorare”.
TRADIZIONE ARGENTINA – “Mastantuono ha tirato due schiaffi in due minuti (29’ e 30’) mostrando il suo biglietto da visita: il sinistro. Al tris ha pensato Pellegrino, lanciato da Fagioli. La Fiorentina l’ha chiusa nel momento migliore del Venezia, sgraffignandogli anche l’arma: il contropiede. La serata di Mastantuono, prima del destro al volo dell’ottimo Hainaut, s’è chiusa con un po’ di fortuna: il tris è arrivato con… la guancia, un rimpallo, ma s’era comunque inserito bene sul pallone di Ndour. Batistuta impiegò 21 partite per segnare la prima tripletta italiana – al Foggia, nel 1992 -, a Mastantuono ne sono bastate 5. I paragoni sono lesa maestà, ma il Sol de Mayo continua a sventolare su Ponte Vecchio: la Viola fin qui ha segnato 5 gol, tutti argentini“.
NOVITA’ TATTICHE – Non solo entusiasmo e fantasia ma anche qualche accorgimento tattico del mister: la “Gazza” elogia Vanoli soffermandosi sulla grande prestazione di Fagioli, da sempre un pupillo del tecnico varesino: “Vanoli ha riaperto il sipario con una novità. Né 4-1-4-1 né 4-3-3, bensì un 4-2-3-1 con la variabile bretone: Arthur Atta trequartista (sostituito da Gnonto nella ripresa). Ha avuto ragione. Schierarlo lì, un passettino in avanti rispetto ai tre palleggiatori di Stroppa, ha portato la Fiorentina a costruire con più imprevedibilità sfruttando le tre frecce a disposizione: Mastantuono a destra, incline ad accentrarsi per imbeccare proprio Atta, e Njie a sinistra, più propenso a dribblare e a cercare il fondo (tre dribbling completati).. I tre lì davanti, con concorso di Beto, avevano la protezione di Ndour e Fagioli. Ottima la gara dell’ex Juve, centrale nel gioco e nelle idee: 78 palloni giocati. Nessun altro ne ha toccati di più. Ottima anche la fase difensiva, con un paio di recuperi di spessore. Fagioli è sempre stato un pupillo di Vanoli, e gli ha affidato le chiavi” .
DIFESA – C’è ovviamente ancora tanto da lavorare, specialmente in fase difensiva. “Note da migliorare: la tenuta difensiva, alle prese coi soliti due gol subiti – disattenti su entrambi, soprattutto sul primo -, e qualche imbucata lungo le fasce. Ma la sensazione è che servisse cambiare rotta e affidarsi alla nuova, vecchia guida: Jimenez, Fagioli, Mastantuono, Atta. Tutti trasformati“.









