Sono bastati cinque allenamenti, per raddrizzare la barca e rimettere al centro i giocatori chiave del progetto di Paolo Vanoli. Ma prima ancora della tattica, la Fiorentina ha dimostrato qualcosa di più semplice e più importante: di essere tornata un gruppo. Un atteggiamento completamente diverso, un’impostazione tattica finalmente riconoscibile, pur sapendo che il lavoro da fare resta tanto, sono bastati per dominare un Venezia dotato di qualità ma troppo fragile per reggere il confronto.
Tra gli elementi nuovi emersi ieri sera, alcuni meritano un’analisi più attenta.
La squadra ha mostrato una discreta propensione al pressing alto. Nel secondo tempo, con il Venezia spinto dal bisogno di riaprire la partita e la Fiorentina forte del vantaggio, Vanoli ha scelto consapevolmente di concedere campo. Sarà interessante capire come cambierà l’approccio quando sarà disponibile Oulai, elemento che in questa fase di gioco è particolarmente efficace e che permetterebbe una prima pressione ancora più aggressiva.
In fase di possesso, la squadra si è disposta con un 4-2-3-1, con Atta ad alzarsi sulla trequarti. Sulla sua posizione, che potrebbe restare questa o evolversi qualora venisse impiegato Oulai, che copre il campo meglio di Ndour, permettendo quindi ad Atta di agire da mezzala sinistra, ma va fatta una considerazione: i due esterni, in particolare Mastantuono, tendono spesso a occupare la stessa zona di campo di Atta, così come Jimenez, che si accentra frequentemente per lasciare ampiezza proprio a Mastantuono (i due si scambiano bene le posizioni). Il risultato è che nella zona di Atta si crea parecchio “traffico”, e il numero 14 fatica a trovare i suoi spazi: ieri si è mosso molto per cercarli, senza sempre riuscirci.
Fagioli è tornato ad agire al centro, con Ndour a fargli da schermo davanti alla difesa. Questo assetto favorisce la combinazione con Mastantuono, che si accentra, e Jimenez, che dà ampiezza sulla destra; sulla sinistra il meccanismo è inverso: Viery resta più bloccato e sta a Njie garantire ampiezza e copertura. Da capire come si potrà impostare la fascia sinistra quando Gonçalves sarà in condizione, e se Valdepeñas e Jimenez saranno sostenibili.
Nel complesso, la squadra è apparsa più corta e compatta, con una linea difensiva più alta rispetto alle uscite precedenti, quasi a 43 metri, nella media, ma già un discreto passo avanti considerando che con Grosso la Fiorentina teneva la linea a 37 metri ed era la più bassa della Serie A.
Fagioli in forma come non mai, Mastantuono autore di una tripletta che lo consegna alla storia della Fiorentina, e non solo: è l’argentino più giovane della storia ad aver realizzato una tripletta. Pellegrino che continua a segnare, e le progressioni di Njie, che ha davvero tanto potenziale, fanno ben sperare.
Paolo Vanoli ha già dimostrato che con questa squadra qualcosa si può costruire.









