Buona la prima col Benevento, ma ci sarà tempo per giudicare. O Fagioli o Oulai: perché? E occhio alla questione Dodo…

È solo calcio d’agosto, si sa, ma la prima uscita ufficiale della Fiorentina di Grosso, in occasione dei 32esimi di finale di Coppa Italia contro il Benevento, ha già messo in evidenza spunti interessanti, e anche diverse cose da migliorare. Le scelte di formazione, salvo l’assenza forzata di Jimenez, sono parse piuttosto conservative: dentro Ranieri e non Viery, dentro Brescianini al posto di Oulai al fianco di Fagioli. Davanti il trio ad oggi titolare composto da Atta, Kean e Gudmundsson, in attesa di Mastantuono e di altri due esterni dal mercato. Ed è proprio Gud a trovare il gol del vantaggio, di testa, su assist proprio di Atta dopo soli due minuti. Nel primo tempo la Fiorentina è piuttosto attendista, capace però di fare molto male in ripartenza, visto anche il livello inferiore dell’avversario. 4-4-2 compatto con Atta e Ndour esterni in fase di non possesso, molta più mobilità invece in possesso, con diversi scambi di posizione tra il terzino, la mezzala e il trequartista. È stato però il Benevento per diversi tratti ad avere il controllo del gioco, rendendosi anche pericoloso dalle parti di De Gea sia nei primi che nei secondi 45 minuti. La difesa viola è ancora chiaramente da aggiustare, con diversi meccanismi che devono ancora essere trovati. Dragusin in marcatura è dominante, ma necessita di un giocatore più abile nell’impostazione al suo fianco. Valdepenas invece ha mostrato di avere qualità importanti sia tecniche che fisiche, pur essendo ancora molto grezzo a livello tattico. Bene invece Joao Mario, partita intelligente la sua coronata dall’assist per Kean, servito con un cross al bacio. “Peccato” solo che abbia dovuto lasciare il campo per far spazio a Dodo, ancora una volta completamente avulso dal partita, come già visto nelle amichevoli precampionato. E in caso di mancata cessione potrebbe diventare più un problema che una risorsa per questa stagione, vista anche la presenza di Alex Jimenez. A centrocampo tanta quantità, con Brescianini e Ndour che non hanno certo sfigurato, ma poca qualità: Fagioli è spesso parso isolato, con il solo Gud con cui dialogare. Ancora una volta Grosso ha preferito non schierarlo insieme a Oulai, che quando è entrato ha dimostrato di essere un giocatore di livello assoluto. Anche lo stesso Atta, che ha comunque disputato un’ottima gara, abbassato di qualche metro potrebbe portare sicuramente di più anche a livello di inserimenti senza palla. La scelta è chiara, per ora più quantità e meno qualità: vedremo se Grosso avrà ragione, se è una scelta definitiva o se cambierà nel corso della stagione. Davanti Gudmundsson e Atta, complice anche lo spazio lasciato loro dai difensori del Benevento, sono stati liberi di svariare e creare scompiglio sul fronte offensivo, con Kean servito invece molto più in profondità, piuttosto che spalle alla porta. Anche gli ingressi dell’attesissimo Mastantuono e del 2010 Croci, più giovane esordiente della storia della Fiorentina a soli 16 anni, hanno contribuito ad alimentare la bella atmosfera del Franchi, nonostante il caldo torrido. Ma la vera novità, al netto di tutte le considerazioni tecniche è proprio l’entusiasmo che si respira questa stagione attorno alla Fiorentina, portato dal centenario e da un mercato di livello, che sta facendo sognare un’intera città.

Foto Facebook, ACF Fiorentina

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