Antognoni a Repubblica: “Lo scudetto dell’82 ce lo rubarono, con il Var a Cagliari la storia sarebbe cambiata”

Un legame nato da ragazzo e rimasto intatto nel tempo, nonostante la distanza e i silenzi degli ultimi anni. Giancarlo Antognoni ripercorre la sua storia d’amore con Firenze, cominciata quando era poco più che un adolescente. “A prima vista. Arrivai a 18 anni, dopo tre partite si creò un connubio tra me e il popolo fiorentino che si è protratto nel tempo”, racconta lo storico numero dieci viola sulle pagine di Repubblica.

Se l’affetto della piazza è rimasto immutato, lo stesso non si può dire dei rapporti con i vertici della società, interrotti bruscamente dopo la fine dell’avventura da dirigente. “Cinque anni fa volevano demansionarmi. Non potevo accettare. La mia dignità non ha prezzo. Da quel momento non vado più allo stadio, i rapporti con il club sono nulli. Ora c’è il Centenario, mi hanno invitato ma non credo che andrò. Servirebbero passi più concreti”, confessa l’ex capitano, spiegando la sua prolungata assenza dalle tribune e la freddezza nei confronti delle celebrazioni per i cento anni della squadra.

Antognoni si sofferma poi sul nuovo corso tecnico della formazione gigliata, condividendo la programmazione sportiva incentrata sulla linea verde e approvando la nomina del nuovo allenatore: “Vorrei vedere una squadra giovane, che lotti per tornare in Europa. Grosso penso sia la scelta giusta per la panchina”.

L’analisi dell’ex bandiera viola si allarga all’evoluzione complessiva del panorama calcistico odierno, evidenziando la carenza di giocatori di fantasia nel campionato italiano e la tendenza a privilegiare il pragmatismo rispetto all’estetica. “Quel tipo di calciatore è sparito. L’unico che mi ricorda i vecchi rifinitori è Nico Paz”, evidenzia l’ex trequartista, aggiungendo una riflessione critica: “Pensiamo al risultato e mai allo spettacolo”.

Nelle battute finali, la memoria torna alla stagione 1981/82 e allo scudetto perso all’ultimo turno di campionato, un episodio ancora oggi oggetto di forti discussioni per via del gol annullato a Francesco Graziani in Sardegna. “Con la Fiorentina, sì. Ce lo rubarono. Il gol di Graziani a Cagliari era valido, lo annullarono. Oggi, con il Var, sarebbe andata diversamente”, conclude Antognoni, richiamando alla mente un verdetto che la tecnologia odierna avrebbe potuto cambiare.

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