La Fiorentina chiude la stagione a 42 punti e pareggiando in casa con l’Atalanta, ma la mente è già proiettata verso il futuro e c’è ancora incertezza sul destino di Paolo Vanoli. L’allenatore ha parlato di questo e non solo in conferenza stampa, partendo da Comuzzo: “Nella vita si passano gli anni bui e negli anni bui si cresce. Penso che Comuzzo abbia grandi potenzialità e il mercato lo ha dimostrato. Forse è arrivato troppo presto a dimostrare quello che è e quello che vale e dalle difficoltà si cresce. Talvolta si prova a far bene ed escono queste cose qua, ma anche la convocazione in Nazionale sta a testimoniare che è un ragazzo valido e che vuole lavorare e migliorarsi con positività“.
Sul futuro e sui tifosi: “Ringrazio i tifosi, i cori di oggi sono stati un premio al lavoro che abbiamo svolto in questi mesi. Questi ragazzi anche nel finale del campionato hanno dato tutto come nella partita di Torino. Sappiamo che la Fiorentina deve stare da altre parti in classifica, ma siamo stati tutti insieme, questi ragazzi potevano far di più, gli obiettivi erano diversi, i tifosi ci hanno sempre sostenuti ed è stata la cosa più importante per arrivare a questa salvezza. La società mi è sempre stata vicina in questi mesi, ho avuto un incontro con loro due settimane fa, ma come ho detto dopo Torino non voglio essere confermato per riconoscenza. Sono stato a stretto contatto con un grande direttore in questi mesi che penso si sia fatto un’idea su chi è Vanoli e come ha lavorato. Hanno un’opzione per il contratto e vedremo, se rimarrò voglio una Fiorentina forte e di alto livello perché sono ambizioso”.
Sulla salvezza e sull’incontro con la società: “Io lavoro, vado avanti, ero concentrato nel fare qualcosa di importante e di salvare la Fiorentina. Loro mi hanno detto che a fine campionato mi avrebbero parlato. Due settimane fa abbiamo parlato di come vorrei io l’organizzazione societaria per il futuro, non abbiamo parlato strettamente di squadra, solo di prospettive di organizzazione. Gli ho presentato ciò che secondo me serve per crescere e migliorare per diventare forti. L’importante è che non rimanga per riconoscenza perché sarebbe uno sbaglio, ma se me lo chiedono io voglio una Fiorentina di alto livello. Magari quando ci siederemo a un tavolo ci sarà anche un no da parte mia”.
Sul lavoro svolto: “La mia sensazione è di aver lavorato bene e di essere arrivato all’obiettivo. La gratificazione più grande è stata da parte dei tifosi, ma anche delle persone che lavorano al Viola Park che mi ringraziano. Se devo piangere piango per questo perché so quanto fosse importante questa annata. Io la vivo bene questa situazione perché ho l’esperienza, ovunque sia andato ci sono situazioni, allenatori e dinamiche. Io penso che c’è un direttore di alto livello e lo dimostrano i fatti, c’è Roberto Goretti, c’è il direttore Ferrari che mi ha scelto quando sono arrivato qua. Adesso la parola spetta a loro e quindi io devo stare zitto e attendere, ma sono sicuro che questa società voglia fare una Fiorentina di livello”.







