Mandragora a Tuttosport: “Contro la Juve col coltello tra i denti. Vogliamo vincere per i nostri tifosi”

La Fiorentina si prepara a vivere una delle sfide più attese del campionato. Alla vigilia del match contro i bianconeri, Rolando Mandragora ha tracciato il punto della situazione in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Tuttosport, spaziando dalle motivazioni per l’imminente trasferta al bilancio di una stagione vissuta sul filo del rasoio, fino alle prospettive future. Di seguito le sue parole.

L’affronteremo con il coltello tra i denti, sappiamo quanto questa gara sia sentita dalla nostra gente e questo deve spingerci ancora più a fare una grande prestazione e ottenere un risultato positivo. Andremo lì con la mente sgombra, puntando a vincere per i nostri tifosi. Torino e Fiorentina sono le squadre che mi hanno dato di più. Al Toro sono stato solo un anno e mezzo ma sono stato bene, ho dato tutto quel che avevo perché era giusto così, era il mio dovere ma la gente lo ha apprezzato davvero ed è stato bello. Alla Juve invece sono arrivato troppo giovane e così ho iniziato a girare“.

Rimpianti? “Assolutamente no, si vede che era il mio destino. Mi è dispiaciuto di più a suo tempo non essere stato riconfermato dal Toro.

I gol alla Juve: “Ero al Genoa, avevo 17 anni, Gasperini mi dette fiducia, Marassi era pieno e vincemmo con una rete di Antonini. È un ricordo speciale“.

La stagione della Fiorentina: “È stata lunga. Avevamo aspettative importanti ma non siamo riusciti a mantenerle e ne siamo i primi responsabili. Alla fine abbiamo raggiunto la salvezza anche se avremmo voluto farlo con più tranquillità. Quando siamo stati a lungo senza vincere ho iniziato a pensare: se le altre squadre in lotta riescono a ingranare la rincorsa si farà sempre più dura. Però sapevamo nonostante tutto di essere un gruppo con buone individualità, anche se sentendo usare ora questo termine alla gente verrà giustamente da ridere. e parliamo di delusione dico che me l’aspettavo: annata negativa, tanti episodi che hanno fatto discutere, i tifosi ci hanno sostenuto ma i fischi bisogna accettarli. Conosco il loro amore viscerale per la Fiorentina, è lo stesso che ha il popolo granata per il Toro, gente che dà tanto e vuole tanto. E noi non sempre ci siamo riusciti“.

Carriera: “Voglio continuare a migliorare, ad essere ambizioso, tutto passa dal lavoro quotidiano e un po’ di fortuna. L’unico rimpianto per ora è non aver vinto una delle tre finali giocate con la Fiorentina“.

Futuro: “Mi vedo alla Fiorentina, qui sto bene, sono felice: questa società è una famiglia come di rado ho trovato altrove. Sono contento di proseguire il mio percorso qui“.

Sulla Juventus: “È una squadra forte, con individualità importantissime. Bisogna stare attenti ai giocatori offensivi, possono creare pericoli in ogni momento. Noi proveremo a fermarli con le nostri armi“.

Su Kayode: “Intanto gli faccio i complimenti per il percorso che sta facendo, è andato in Premier dove anche calciatori forti trovano difficoltà. Lui invece pur essendo giovane non ne ha avute. Avevo pochi dubbi perché è un bravo ragazzo, lavora, ascolta, è intelligente. Quanto al futuro lo deciderà lui, ha le caratteristiche per giocare ovunque, può ancora crescere tanto, gli auguro il meglio e gli dico di essere ambizioso e puntare più in alto possibile“.

Cosa serve alla Fiorentina per ripartire: “Le individualità non mancano, saranno poi la società e l’allenatore a fare le valutazioni per una squadra forte e competitiva che di sicuro non può lottare per obiettivi come quello di quest’anno“.

Su Vanoli: “Secondo me gli vanno dati grandi meriti, ci ha permesso di raggiungere una salvezza che pareva difficile“.

Quel gol che manca da tanto: “Vero, ma mi manca il gol già da un bel po’ e domani me lo prenderei molto volentieri“.

Condividi:

Scopri di più da SpaceViola

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere