Il calcio italiano produce un impatto economico enorme, generando ricchezza e posti di lavoro, ma sconta un ritardo cronico sul fronte delle infrastrutture. In una Serie A dove oltre il 60% degli stadi ha più di 40 anni e dove solo una minima percentuale di club possiede un impianto di proprietà, spicca in positivo il modello sviluppato dalla Fiorentina. È quanto emerge dal report intitolato Il business del calcio: tra city branding e sviluppo urbano, pubblicato il 4 maggio 2026 dalla Rome Business School.
Lo studio, curato da Riccardo Nasuti e Valerio Mancini, ha introdotto un nuovo strumento di analisi, denominato Territorial Power Index (TPI). Questo indice è stato creato per misurare il potere territoriale dei club calcistici italiani attraverso tre parametri chiave: la dimensione infrastrutturale, la componente reputazionale e l’attivazione territoriale. L’obiettivo è quantificare la capacità di una società di trasformare il proprio capitale economico in un asset permanente a beneficio dell’intera comunità urbana, andando oltre il mero successo sportivo.
Applicando il Territorial Power Index alle dinamiche gestionali del club viola, i risultati si rivelano straordinari. L’analisi della Rome Business School si sofferma in particolar modo sull’Infrastructure Investment Ratio, un indicatore che calcola il peso degli investimenti infrastrutturali rispetto alla dimensione economica generale della società. Sotto questo aspetto, la Fiorentina fa registrare uno dei valori più elevati non solo in Italia, ma nell’intero panorama calcistico europeo.
A trainare questo risultato d’eccellenza è stata la costruzione del Viola Park. Il report quantifica in circa 110 milioni di euro l’investimento complessivo sostenuto per la realizzazione del centro sportivo. Una struttura che si discosta nettamente dal concetto tradizionale di impianto d’allenamento per assumere i contorni di un vero e proprio ‘campus integrato’, capace di riunire in un unico distretto la prima squadra, l’intero settore giovanile, una serie di strutture ricettive e molteplici servizi aperti alla comunità.
Di fronte a ricavi annui stimati intorno ai 130 milioni di euro, l’investimento prodotto per il Viola Park certifica il passaggio a un modello definito ‘città-campus’. Una strategia gestionale che proietta la Fiorentina lontano dall’obsoleto ruolo di semplice inquilino di uno stadio comunale, trasformando invece il club nel nodo centrale e propulsivo di un moderno sistema di sviluppo territoriale.

Foto di: Sito web / Fiorentina








