Dopo poco più di un mese da dirigente della Fiorentina, si è già capito che Fabio Paratici non è arrivato alla Fiorentina per fare da semplice osservatore. L’ex direttore sportivo della Juventus si è infatti presentato in modo diverso rispetto al passato: un’indole forse sconosciuta e inaspettata, ma che lo ha sempre contraddistinto: quella del riformatore.

Come scrive La Nazione, chi lo conosce bene lo sa: Paratici non entra mai in punta di piedi. E anche stavolta ha bussato alla porta del Viola Park non con i fioretto ma con la sciabola. Nel suo primo mese di lavoro è stato il volto di decisioni destinate a incidere sull’organizzazione del club. Tutto con l’aiuto e la collaborazione del direttore generale, Alessandro Ferrari, in un dialogo costante e quasi quotidiano. Ancora non abbiamo visto cambiamenti ingenti ma la sensazione che filtra è chiara: le nuove regole di Paratici, piano piano, prendono forma.
Una delle prime decisioni è arrivata nei riguardi dello spogliatoio del Franchi: Paratici avrebbe chiesto di ridurre al minimo la presenza di persone nei pressi dell’area riservata alla prima squadra, con l’obiettivo di rendere l’ambiente più protetto. Non è un caso che negli ultimi giorni, sulla vicenda legata alle condizioni di Kean, si sia alzata una sorta di cortina di fumo: notizie filtrate e veicolate esclusivamente dalla società. Il ds ci ha messo poco a capire che aveva in mano un gruppo molto fragile. Ecco perché sempre più spesso, oltre a Vanoli, ci pensa lui a parlare alla squadra prima o dopo le partite.
In vista della prossima stagione, Paratici è pronto ad apportare diversi cambiamenti. Una vera e propria rivoluzione che potrebbe toccare diversi settori: dalla comunicazione, già ritoccata negli ultimi mesi, ad ambiti più operativi come logistica e area medica. Non è escluso che Paratici punti su persone di fiducia, con cui ha già lavorato in passato.








