
Si fanno i conti in casa Fiorentina. I cinque colpi del mercato invernale non ci sono stati solo per voltare pagina, ma per dare un segnale chiaro: in caso di salvezza, infatti, la proprietà si è impegnata a versare quasi 30 milioni di euro per i riscatti che diventeranno obbligatori (più altri 18 se il club vorrà aggiudicarsi pure Solomon ed Harrison). Come riporta La Nazione, la famiglia Commisso vuole dare una risposta concreta a chi, dopo la scomparsa di Rocco, aveva ipotizzato un disimpegno della proprietà.
Quella firmata dal ds Goretti, col supporto da remoto di Paratici, è stata dunque una rivoluzione a metà ma dal significato pieno. Cinque innesti che dovrebbero garantire maggiore qualità, equilibrio e più soluzioni tattiche al prezzo di un mercato praticamente a costo zero: 2 milioni incassati (quelli dell’Al-Hilal per Marí) e 2,5 spesi per i prestiti di Brescianini (1), Harrison (1) e Rugani (0,5). Tutto questo dopo che in estate erano stati spesi quasi 60 milioni. Il vero equilibrio si giocherà però sui possibili 24 milioni in entrata dai riscatti di Sohm e Richardson e sui 29 pronti a uscire se la categoria verrà mantenuta (per i riscatti di Brescianini, Fabbian e Rugani).
Le operazioni però potrebbero non essere finite qui: in uscita ci sono ancora Kouamè e Sabiri: l’ivoriano ieri ha visto negato dalla Lega il trasferimento al Verona per un errore in fase di deposito del contratto dei gialloblù, mentre occhio alle proposte dal brasile per il marocchino, con Vasco da Gama e San Paolo interessate. Uno sguardo anche sul fronte stipendi: le uscite hanno garantito un risparmio di 7,7 milioni, sacrificando ingaggi importanti come quelli di Dzeko (1,8), Marí (1,6) e Sohm (1,2) ma i nuovi arrivi – insieme al rientro di Christensen – hanno lievitato il totale annuo da 36,8 a 37,7 milioni netti. Una crescita sì lieve, ma significativa. Perchè anche la salvezza, in fondo, ha un prezzo.







