Opponent Analysis – L’analisi del Cagliari di Pisacane

Dopo le ultime convincenti uscite e i recenti acquisti, un’altra sfida importante attende la Fiorentina: oggi alle 18 arriva al Franchi il Cagliari di Pisacane, fresco di vittoria contro la Juve. Chance importante per la Viola, che può accorciare sui sardi (distanti 5 punti in classifica) e uscire definitivamente dalla zona pericolosa, staccando il Lecce ora a pari punti. Con i dati di Comparisonator andiamo ad analizzare i sardi.

Pisacane schiera i suoi prevalentemente con 3-5-2 o 3-4-1-2 (con Gaetano), ma in alcune partite si è presentato con un 4-3-3 (4-3-2-1). Il tecnico napoletano ha una sua ossatura precisa: in difesa irremovibili Mina e Luperto, con Zè Pedro e Rodriguez si alternano. A centrocampo i prescelti sono Prati-Adopo, sugli sterni Palestra e Obert, con caratteristiche diverse. In attacco sempre presente Sebastiano Esposito, mentre Borrelli, attaccante più strutturato, e Kılıçsoy, impiegato per meno di 500′ in stagione, partono più indietro nelle gerarchie. Se Pisacane schiera un trequartista è sempre Gaetano, con Luvumbo può affiancare il numero 10, anche se spesso parte esterno a piede invertito per andare verso il centro. Secondo le statistiche il modulo che rende di più è il 4-3-2-1 (1,51xG/1,81xGA), rispetto al 3-5-2 (0,91xg/1,81xGA).

Il Cagliari di Pisacane siede diciottesimo in classifica se guardiamo i dati di Expected Goals (xG) e addirittura diciannovesimo rispetto agli Expected Points (xPts)

I dati sul game control, ovvero la capacità di una squadra di gestire il ritmo e l’andamento di una partita indipendentemente dal risultato o dal possesso palla, dicono che il Cagliari è ampiamente sotto la media della lega. La gara migliore da questo punto di vista è stata l’andata contro i Viola di Pioli.

Anche la pressione in zona palla è nettamente sotto la media del campionato: curiosamente, le due volte che il Cagliari ha superato la media in Serie A per pressione sugli avversari sono molto ravvicinate e non hanno portato vittorie: i sardi hanno raccolto un pari a Cremona e subito un brutto KO a Genova.

Il Cagliari è inoltre ultima in A per field-tilt (statistica che misura quanto tempo una squadra passa nella metà campo offensiva rispetto a quella difensiva) e recuperi sulla ¾ avversaria perchè la squadra gioca con blocco basso e non fa possesso avanzato. Questo la porta a recuperare pochi palloni in zona pericolosa. E’ inoltre diciottesima ma per xG creati e subiti senza calci da fermo. Fase offensiva e fase difensiva sono tra le peggiori del campionato: penultima per xG creati ogni xThreat. Anche quando prova a giocare fa molta fatica a creare occasioni da goal.

In fase di non possesso Pisacane adotta un 4-4-2. I centrocampisti non sono troppo aggressivi in uscita; Quando gioca anche Luvumbo, quest’ultimo si abbassa a formare un 5-4-1: a questo punto si vedono più rotture della linea.

Senza palla i sardi si schierano anche con un 4-2-4, dove i quattro davanti attaccano spesso la profondità dopo la riconquista e non si risparmiano sul pressing. Con questa scelta, il Cagliari può andare in difficoltà nel mezzo, soprattutto se ha di fronte squadre più offensive della Cremonese.

Se la partita si mette male, Pisacane fa di tutto per recuperarla: la squadra è fortemente sbilanciata negli ultimi 15’ in situazione di svantaggio. Solo due centrocampisti fanno le due fasi, i 4 davanti dettano tanta profondità appena la palla è scoperta.

Trepy, spesso impiegato a partita in corso, è molto bravo ad attaccare la profondità in diagonale, prendendo il tempo all’esterno di riferimento. Quando il centrale percepisce il pericolo ormai è troppo tardi, palla scoperta e lancio.

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