La pazienza è finita. Quella che doveva essere la gara del riscatto si è trasformata nella domenica della frattura, forse definitiva. Il “caso Nzola” esplode fragorosamente in casa Pisa. L’attaccante angolano, arrivato in prestito dalla Fiorentina per fare la differenza, è finito sul banco degli imputati. Non pesa solo l’errore tecnico dal dischetto, un rigore calciato male che poteva riaprire la partita. A pesare come un macigno è l’atteggiamento.
Il rapporto con la piazza si era già incrinato prima della Coppa d’Africa, con quell’espulsione ingenua contro il Parma costata quattro giornate di squalifica. Una sanzione “assorbita” dall’impegno in Nazionale, ma rimasta nella memoria dei tifosi. Oggi, all’Arena, i mormorii si sono trasformati in contestazione aperta davanti a una prestazione svogliata e poco concreta.
Nel post-partita di Pisa Como, Alberto Gilardino non ha cercato scuse. Anzi, ha alzato il tiro. Le sue parole suonano come una sentenza o, quantomeno, come un ultimo avvertimento. “Dovrò parlare con la società”, ha esordito il tecnico. Il messaggio è chiaro: “Per il girone di ritorno ho bisogno di gente collegata, che voglia mettersi in discussione al 110%”.
Nessuno sconto per chi scende in campo senza la giusta “fame”. L’affondo finale del mister tocca il futuro professionale del giocatore: “Nzola deve capire cosa fare della sua carriera calcistica”. Le valutazioni sono in corso. Se non ci sarà una svolta mentale immediata, le strade del Pisa e dell’attaccante potrebbero dividersi già a gennaio.

Foto: Pisa Sporting Club




