Alla vigilia della sfida di Conference League contro la Dinamo Kiev, ha parlato il tecnico della Fiorentina, Paolo Vanoli. In un momento delicato, il tecnico gigliato spera in una reazione contro la formazione ucraina. Queste le sue dichiarazioni.
Come si prepara una partita di Conference che ad oggi non è la priorità con un clima non facile all’interno della squadra?
“Si riparte, consapevoli che ogni gara è importante. Dobbiamo ottenere un risultato importante, per la stima e per il morale, in vista anche della prossima partita di campionato. Io parlo sempre con i ragazzi. La cosa più importante non è mettersi uno contro gli altri ma essere uniti. Vogliamo uscire da questa situazione. Spesso poi alcune cose vengono strumentalizzate”.
Che è successo sul rigore di Gudmundsson a Reggio Emilia?
“Chiudiamo l’episodio di Luca e anche quello del rigore: questi sono episodi del calcio, è la storia del calcio. Sul rigore nessuno ha detto bugie. Ci sono delle gerarchie: Albert primo, Mandragora secondo. Albert, nella sua sensibilità, ha risposto perché non ha calciato il rigore. Io non ho mai imposto niente a nessuno. L’obiettivo di quel rigore era di fare gol, sennò sembra che stiamo parlando di un rigore sbagliato. Io voglio il valore dell’uomo, dell’umiltà e del coraggio. Tutti questi episodi sono momenti che ad oggi ci servono per uscirne”.
Che tipo di “scelte drastiche” ci dobbiamo attendere?
“La scelta drastica è essere consapevoli della situazione in cui siamo. Dobbiamo essere tutti uniti per trovare la prima vittoria, il mese di dicembre è nelle nostre mani. Questo serve”.
Se la sente di fare un bilancio del suo lavoro?
“È stato un mese di alti e bassi. A volte io non calcolo la gara di Genova perché sono subentrato all’ultimo. Poi c’è stato un momento in cui sembrava che ci fosse stata una consapevolezza e oggi trovare quei valori che ti possono portare fuori da questa situazione è più importante che gli aspetti tattici. Solo la compattezza e l’unione ci può portare fuori da questa brutta situazione”.
Come sarà la gara di domani nel vostro percorso stagionale?
“Dobbiamo provare a vincerla. Vincere può essere un aiuto morale per uscire da questa situazione. Poi chi va in campo dovrà dimostrare qualcosa, dando un aiuto a tutta la squadra”.
Lei si è dato un tempo per cambiare la Fiorentina?
“No, non me lo posso dare. Il tempo è il presente: cerco di lavorare ogni giorno per trasferire questo ai miei calciatori. Se riesco a trovare il “click” nella testa dei calciatori, poi possono uscire tutte le qualità. Quello che serve ai miei calciatori è fare un passo indietro, quello ci può senz’altro aiutare”.
Come si fa a lottare per la salvezza con squadre che hanno mentalità da salvezza?
“Dobbiamo scendere al loro livello e giocare come loro”.
Come stanno gli infortunati?
“Purtroppo Gosens si è rifermato e non lo avremo a disposizione per giovedì. Vedremo se sarà a disposizione domenica: lo valuteremo giorno per giorno. Fazzini ha un problema alla caviglia: domani non ci sarà ma spero che col Verona ci sia. Fagioli per fortuna non ha avuto microfratture: però domani non ci sarà. Faremo di tutto per recuperarlo col Verona”.









