Domani alle ore 15 si sfideranno Sassuolo e Fiorentina, due squadre alla ricerca di continuità e, nel caso dei Viola, anche i primi 3 punti in stagione. È uno scontro tra filosofie diverse, tra un Sassuolo più “passivo” nella propria identità tattica e una Fiorentina che, pur tentando di imporre ritmo e pressione, fatica a tradurre lo sforzo in risultati concreti. Analizzeremo questi dati attraverso i numeri e dati forniti da Comparisonator.
Il Sassuolo gioca con il consueto 4-3-3 fisso, con trasformazioni minimali nelle fasi di gioco. In non possesso la squadra neroverde si compatta in un 4-1-4-1, mentre quando serve recuperare il risultato Grosso può optare anche per un 4-2-4, accentuando il coinvolgimento di Berardi al centro del gioco.
La Fiorentina, al contrario, alterna pressioni altissime a un possesso di palla insistito ma poco produttivo, soprattutto in zona avanzata.

I numeri raccontano una curiosità: entrambe recuperano circa 70 palloni a partita, pochi per il livello della Serie A (i Viola 24 nel terzo offensivo, il Sassuolo 21). Ma la somiglianza è solo apparente.
La Fiorentina, prima in campionato per pressing alto, ottiene un bottino sorprendentemente ridotto: tanto dispendio, poca resa.
La squadra di Grosso, invece, accetta una postura attendista: lascia giocare, si abbassa e non forza i duelli. Naturale che i numeri dei recuperi risultino modesti. Entrambe le squadre, inoltre, non spiccano nei duelli aerei, anche se la Fiorentina registra numeri migliori del Sassuolo, in attacco, sotto questo punto di vista.
Gli xG confermano il fatto che potrebbe una partita più equilibrata di quanto si possa pensare.
La Fiorentina crea 1,22 xG netti a gara, poco meglio del Sassuolo (1,12), ma concede anche di più: 1,49 xG contro 1,4 dei neroverdi. Lo scarso rendimento della retroguardia Viola dipende dall’xThread subito, che per i Viola è più basso del Sassuolo (1,35xG vs 1,45xG)
Il possesso premia i viola (50% contro 45%), così come il Field Tilt, segno di una presenza più assidua nella metà campo avversaria. Ma alla fine, la sensazione è chiara: il volume di gioco toscano fatica a tradursi in pericolosità concreta.
Il reparto offensivo della squadra di Vanoli continua a mostrare limiti evidenti, anche sotto il profilo dei cross, che risultano poco efficaci. Nell’ultima gara la squadra di Vanoli non ha messo alcun pallone messo nell’area piccola e anche per quanto riguarda i dribbling si sono visti numeri poco incoraggianti: appena il 40% di essi sono riusciti, peggior dato nella scorsa giornata.
La manovra della Fiorentina risulta scolastica, spesso affidata spesso all’ispirazione dei singoli. Senza linee interne codificate, le soluzioni diventano prevedibili: palla sull’esterno, verticalizzazione diretta o ricerca del riferimento centrale.
I neroverdi prediligono costruzioni rapide, spesso dirette. Arrivati sull’esterno, raramente sviluppano rotazioni codificate: si cerca la punta o l’1 contro 1 del singolo.
La differenza la fa Berardi, unico vero catalizzatore creativo, capace di trovare passaggi impossibili in rifinitura e leggere gli spazi con una qualità che il resto della squadra non possiede (ricordando che il numero 10 del Sassuolo sarà assente per infortunio). Al suo posto giocherà Volpato, capace, come gli altri esterni neroverdi, di rientrare per calciare con il loro piede forte. Anche in svantaggio, il Sassuolo difficilmente va in pressing alto: al massimo mette in mostra una leggera pressione.


I neroverdi spesso si mettono in blocco basso (4-3-0) per difendere meglio e per ripartire poi velocemente sugli esterni.

La squadra Viola si scopre però lenta nel rientro, poco incisiva nell’intensità e nelle corse: (-18% nelle accelerazioni e decelerazioni, -18% nella distanza di sprint).
Il pressing alto, se non sostenuto da gambe fresche, finisce per esporre il gruppo ai ribaltamenti avversari. Non a caso, la Fiorentina accompagna pochi uomini negli ultimi metri.
Il blocco neroverde è uno dei più passivi del campionato. La squadra si abbassa subito in blocco medio, consentendo agli avversari di arrivare nei pressi dell’area con facilità.
In blocco basso, esterni e punta restano alti, aspettando l’eventuale ripartenza.
Sui calci d’angolo, invece, il Sassuolo conserva una marcatura a uomo “vecchia scuola”, rigida e lineare.

Nel tentativo di reinventarsi, Vanoli potrebbe valutare l’opzione di una difesa a 4 più aggressiva con terzini fluidificanti, mezzali dinamiche, un trequartista rapido nel rientrare, la possibilità di passare a un albero di Natale per occupare meglio il centro. L’obiettivo è quello di avere più giocatori nella zona offensiva. Il ruolo di Nicolussi Caviglia in fase di non possesso sarebbe essenziale, più che in fase di possesso. Le corsie esterne senza punti di riferimento fissi per le difese avversarie, oltre ad esserci una presenza di un uomo fisso nel mezzo spazio contro centrocampi piatti. Il trequartista deve essere molto veloce a tornare sulla linea dei centrocampisti per garantire copertura in ampiezza della prima linea. Con due trequartisti (albero di Natale) si gestisce ancora meglio il centro e nel caso serva uno dei due può allargarsi per dare ampiezza

Con l’ipotesi di passare invece ad un 4-4-2 la Fiorentina potrebbe ottenere una struttura più piatta, che consentirebbe una copertura più efficace del campo, ma renderebbe ancora più difficile la fase di palleggio, già oggi uno dei punti critici dei viola. L’ampiezza è data dalle due mezzali e se non accorciano sulla linea di attacco rischiano di lasciare troppo isolati i due attaccanti. Inoltre sarebbe complicato andare in pressing contro squadre che difendono a 3. Importante il ruolo degli esterni bassi, che devono essere capaci di andare al cross più spesso. Di seguito un esempio:









